Imparare l’arte del vino

di Loredana Ficicchia

Cultori del vino under 30 a spasso per le campagne del Chianti.

Docente di “Food and beverage”, Camilla Carrega Bertolini attrae i giovani nei suoi corsi al Castello di Volognano.

Una nuova tipologia di appassionati di vino e viticoltura, da Oltreoceano e Oltralpe prenotano le lezioni di Camilla Carrega Bertolini, giovane esperta di viticoltura, coinvolta in tutte le fasi della vinificazione, impianto, raccolta, miscelazione, etichettatura e marketing dell’azienda agricola di famiglia, al Castello di Volognano.

Un luogo magico, nel Valdarno, che lei, affiancata dall’enologo Massimo Motroni e dall’agronomo Giovanni Arretini, sta ripensando come un Wine Club.

Gli iscritti ai suoi corsi, prevalentemente giovani, ma anche famiglie, arrivano desiderosi di mettere il naso in segreti e profumi di questo blasonato lembo di Toscana, dove il vino è una cosa seria.

Sin da quando il nonno Ezio Pecchioli, imprenditore della refrigerazione dei trasporti commerciali, decise di rilevare il maniero e impiantare le prime vigne, sottobraccio a un’intuizione: il trend crescente del vino, un prodotto edonistico e in fondo democratico nel suo romantico fiasco.

Ancora oggi il Castello di Volognano – nome di origine etrusca ispirato al romano Lucio Volumnio – trasuda una storia millenaria che narra di guerre tra Guelfi e Ghibellini, di ospiti eccellenti come Giacomo Rossini, Giosuè Carducci ed Enrico Fermi, di famiglie cospicue che lì ebbero casa, fino ai D’Ancona, con il giovane giornalista Alessandro, uno dei primi direttori del quotidiano “La Nazione” da cui il nonno di Camilla rilevò la proprietà.

Racconta Camilla: “L’azienda ha avuto un exursus coerente con l’evoluzione dei tempi. Mio nonno ha impiantato le viti, mia madre (Patrizia Pecchioli) ha ristrutturato gli ambienti del castello e con mio padre Alberto Carrega ha mandato avanti l’azienda organizzando l’ospitalità.
Ora è il mio turno: ho focalizzato il mio impegno prevalentemente nel marketing aziendale, incoming e formazione. “Quest’ultima la richiedono i nuovi appassionati del vino- continua- interessati a una conoscenza profonda del prodotto e di questa terra”.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Camilla Carrega Bertolini”]Il vino e l’esperienza del suo territorio sono il mio passato, il mio presente e il mio futuro. Ciò che rende speciale un luogo è far sì che rimanga nel cuore di chi l’ha visitato. Non è la durata, ma l’intensità dell’esperienza.[/penci_blockquote]

Laureata all’Università degli Studi di Firenze in Viticoltura ed Enologia e un Master in Enologia, Camilla Carrega è docente di “Food and beverage marketing” presso università ed enti formativi in Italia.
Ha inoltre coordinato programmi accademici del Gambero Rosso e degli Studi Enogastronomici di Apicius – International School of hospitality di Firenze.

Lo stile di vita italiano attraverso cibo e vino, è il fil rouge delle sue degustazioni didattiche e si capisce come tutto questo possa appassionare anche i più giovani.

L’aspetto odierno del castello è ancora quello di una villa-fattoria di gusto neogotico.
Cento ettari vitati e altrettanti destinati all’olio, all’ombra della possente torre merlata del mastio.

Siamo nella zona del Chianti Colli Fiorentini, a circa 400 m sul livello del mare.
I vigneti (8mila piante per ettaro) sono orientati alla salvaguardia del patrimonio della zona, con una particolare attenzione verso i vitigni “autoctoni”, ovvero sangiovese, colorino, canaiolo per i rossi; trebbiano toscano e malvasia, per i bianchi.

Nell’antica cantina, anch’essa restaurata in perfetta sintonia con lo stile del maniero, vengono organizzate degustazioni con specialità gastronomiche toscane, laboratori enogastronomici e visite al museo agricolo, allestito con attrezzi utilizzati in passato per la lavorazione della terra e dei vigneti, alcuni dei quali di notevole pregio.

Approfondimenti:

Leggi Il valore di un brindisi per imparare a conservare il vino al meglio.

L’Aleatico è un vino dolce, rosso rubino e che si narra piacesse tanto a Napoleone. Leggi Il vino in anfora che piaceva a Napoleone torna nella cantina Arrighi

 

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