Fra arte ed enogastronomia, torna ad Alba la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco

di Giorgia Marino

Il tartufo, la terra e la luna. Per la sua 88esima edizione, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (informazioni a questo link) si veste di poesia. E indaga il rapporto fra la concretezza contadina e l’arte ispirata al territorio, passando ovviamente per l’enogastronomia.

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La Luna e il tartufo

Dal 6 ottobre al 25 novembre, Alba rinnova l’annuale appuntamento con uno dei più importanti appuntamenti internazionali per il turismo enogastronomico d’eccellenza.
Il Tuber magnatum Pico, ovvero il tartufo, nei territori di Langhe, Roero e Monferrato è diventato il simbolo di un patrimonio di esperienze collettive che unisce la ristorazione, l’ospitalità e l’autentico modo di vivere italiano. Cultura, oltre che ottimo cibo, attraverso cui passano la conservazione e la riscoperta di antiche tradizioni.
Per questo, anche, il richiamo alla Luna, leit motiv dell’edizione 2018. Per i cercatori di tartufo, infatti, la Luna è parte integrante del percorso di cerca. Tra le informazioni utili per determinare quando e dove trovare i tartufi, le fasi lunari scandiscono un tempo preciso.

Cibo, arte e cultura

Non solo enogastronomia. Il successo duraturo della fiera del Tartufo Bianco d’Alba è in buona parte merito del connubio fra ottimo cibo, arte e cultura. All’appuntamento gastronomico tradizionale si affianca così un fitto calendario di mostre, spettacoli e concerti, appuntamenti letterari, folklore, percorsi esperienziali e show cooking.

«La nostra Fiera – commenta Lilliana Allena, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba – è motivo di viaggio per un pubblico sempre più curioso e internazionale. L’obiettivo, dunque, è di regalare ai turisti un percorso a 360° tra il cibo, il vino e il buon vivere italiano offrendo la possibilità di vivere un’esperienza unica tra le nostre colline, Patrimonio Unesco. Sarà un’edizione come sempre incentrata sull’eccellenza e sulle peculiarità del nostro territorio, ma ora più che mai, nell’Anno del Cibo Italiano, non mancheranno le occasioni di incontro con i saperi e i sapori da tutta la penisola».

Tra gli appuntamenti di questa edizione, il progetto fra arte e cinema “La storia di Nina” dell’artista Valerio Berruti con le musiche di Ludovico Einaudi. Sul versante del design, verrà presentato “Trace”, uno speciale guanto pensato per lamellare il Tartufo Bianco d’Alba il cui pattern è stato ideato da Patricia Urquiola. E poi ancora le mostre. Lynn Davis, Patti Smith: a collaboration”, a cura della famiglia Ceretto. E la collettiva “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen” a cura di Marco Vallora, presso la Fondazione Ferrero.

Per approfondimenti:
sulle Langhe
sul tartufo

© Riproduzione riservata.

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