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10 Dicembre 2019
Ville&Casali
Storie

Cantine Ceci: lambrusco, bollicine e passione

Il Lambrusco sta vivendo una vera e propria rinascita a opera non solo degli appassionati, ma di un’importante fetta del grande pubblico. D’altronde, la bollicina, complici anche il clima e l’ideale accostamento al cibo, piace e piace ancor più se rosa. Il Lambrusco Ceci è addirittura rosso, quindi ancora più gradevole, e dalla sua ha pure la bassa gradazione alcolica, altro plus non trascurabile. Ecco spiegato il successo del Lambrusco Ceci: un successo che non suona solo come rivincità ma anche come giusta valorizzazione di un vino franco, piacevole e molto versatile. Ma il panorama dei Lambrusco è vasto, con vini decisamente semplici e altri da veri intenditori, il che rende tutt’altro che facile la scelta. Il Lambrusco Ceci, ad esempio, è un nome di rilievo e la sua gamma è davvero molto ben articolata tra etichette tipiche ed altre intelligentemente rivisitate.

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L’azienda è nata nel 1938 a opera di Otello, che già nella sua osteria della Bassa Parmense era uso offrire agli avventori il Lambrusco di propria produzione. Chiusa l’osteria, poi, il Lambrusco ha inizato a farlo sul serio con la nascita delle Cantine Ceci. Oggi sono guidate dai giovani nipoti Alessandro, Maria Teresa, Maria Paola Ceci, Chiara ed Elisa Maghenzani, che portano avanti l’opera del nonno ben mediando tra rispetto delle tradizioni e coraggiosa innovazione. Così, ai Lambrusco secchi ecco affiancarsi altri più morbidi, ma anche spumanti bianchi e rosati, nonché vini fermi che ben accostano varietà internazionali a quelle storiche della zona. Il tutto anche impreziosito da packaging moderni e bottiglie rivoluzionarie (celebri quella quadrata e quella inclinata). Ma nel milione di bottiglie annue, di cui il 20% esportate in tutto il mondo, il protagonista è sempre “lui”, il Lambrusco.

di Alberto Lupetti

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