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Ville&Casali
Reportage Umbria Viaggi e Sapori

Todi, la città più vivibile del mondo

La leggenda vuole che Todi sia sorta tra l’VIII e il VII secolo a.C. per volere dei Veii Umbri, una popolazione che viveva nella Valle del fiume Tevere. Mentre erano già stati iniziati i lavori per la costruzione della città sulle rive del fiume, un’aquila piombò sugli uomini mentre stavano pranzando e portò via con gli artigli la tovaglia trascinandola sul punto più alto del colle. Gli Umbri percepirono l’evento come un segno del destino e costruirono Todi sopra il colle. La città è cinta da tre concentriche cerchia di mura, che corrispondono all’estensione raggiunta dalla città rispettivamente in epoca umbro-romana, romana e medioevale. Oggi il suo circuito si estende per quattro chilometri ed è caratterizzato da numerosi bastioni, contrafforti e porte. Merita una visita la Cattedrale di Santa Maria Annunziata in Piazza del Popolo perché all’interno vi è un bellissimo “Giudizio Universale” dipinto da Ferraú da Faenza nel 1596 e impreziosito dalla vetrata del rosone centrale. Sotto alla Piazza del Popolo c’è invece il ricco patrimonio della città sotterranea di Todi: cunicoli, pozzi e cisterne, principale monumento di ingegneria idraulica della città progettato in epoca romana. Bellissima poi la Chiesa di San Fortunato di stile gotico, con una meravigliosa facciata e un portale con messaggi simbolici. All’interno l’edificio ha tre navate di pari altezza, tutte voltate a crociera. Nella quarta cappella sul lato destro, il frammento dell’affresco Madonna con Bambino e angeli, eseguito nel 1432 da Masolino da Panicale. Affascinante l’archivio storico che conserva la documentazione prodotta da enti e personalità di spicco della città. Qui è conservato il diploma dell’Imperatore Federico II.  Filippo Orsini, direttore di questo archivio storico, spiega a Ville&Casali:

Se uno volesse ricostruire la storia del proprio castello o casale può risalirci attraverso questo archivi.

Orsini attraverso alcuni documenti è riuscito a scoprire la storia del condottiero Bernardino da Todi che, dopo aver prestato servizio a Lorenzo Il Magnifico, lo lasciò per entrare in Vaticano dove divenne il capitano della custodia del Papa. Da vedere anche Palazzo Pongelli, un edificio della fine del Cinquecento, in particolar modo per il piano nobile con un bellissimo ciclo pittorico del 1600 di Pietro Paolo Sensini che rappresenta alcuni episodi della vita di Jacopone da Todi, dove secondo gli studiosi ha vissuto per un periodo.

C’è anche una sala dove sono rappresentati gli stemmi delle famiglie più importanti di Todi. Ai piedi del colle, appena fuori dalle mura perimetrali, sorge il Tempio di Santa Maria della Consolazione, simbolo di arte rinascimentale. La chiesa fu costruita fra il 1508 d.C. e il 1607 d.C. e ospita le statue di Papa Martino di Todi, quelle dei dodici apostoli e sopra l’altare maggiore l’antica immagine de La Madonna con Bambino e lo sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria ritenuta miracolosa.

Questa città, raffinata e accogliente, ha sempre goduto di un turismo di qualità. Anche internazionale. Con un ritmo slow che permette ancora di godere del buon mangiare e buon bere. Dove storia e modernità convivono. Ville&Casali la segnalò ai suoi lettori già nel giugno del 1990, nel suo primo numero. Il portale di Umbria Tourism (https://www.umbriatourism.it) aiuta a scoprire i luoghi della cultura, a trovare gli  eventi,  e le strutture ricettive. Claudio Ranchicchio, assessore al Turismo, Cultura, Sport e Attività Produttive, spiega:

Dalla fine del 2016 all’inizio del 2017 è stato un periodo brutto per la Regione Umbria perché oltre ai danni che ci sono stati per il terremoto nel cono sismico, abbiamo ricevuto una pubblicità negativa indiretta, che ha allontanato i turisti. Negli ultimi mesi però il trend sembra essere positivo, i dati sul turismo straniero sono in aumento. Una delle maggiori sfide da affrontare nei prossimi cinque anni è sicuramente tornare ad essere la città più vivibile al mondo come era stata definita negli anni Novanta per i suoi paesaggi, per la qualità dell’ambiente e per la vita slow. Vogliamo valorizzare, inoltre, la figura di Jacopone da Todi perché è uno dei poeti più studiati in Italia, con un grande evento che si terrà nella Primavera 2019 nel Palazzo Pongelli Benedettoni. Qui abbiamo anche l’antica Via Merina, il tratto che da Todi arriva ad Amelia è rimasto sterrato come era ai tempi dei romani ed è bellissimo da percorrere a piedi, in biciletta o a cavallo.

Di Ludovica Amici