Tra i vigneti di Montepulciano


Circondato dai vigneti della Val di Chiana e della Val D’Orcia, incorniciato dalle tipiche colline arate del paesaggio toscano, si erge Montepulciano, il borgo medioevale famoso per il vino, la gastronomia, ed ultimamente anche il cinema.

La fortificazione dalle spesse cinta murarie, sorge in cima ad un’altura di origine calcarea, da cui è possibile ammirare il Gran Sasso durante le giornate più nitide. Montepulciano, città d’arte e di tradizioni secolari, rientra tra gli itinerari del circondario, tra i quali è possibile annoverare Pienza, Chiusi, Cortona ed Assisi.

Con le sue chiese in travertino bianco perlato, la comunità di circa 15mila abitanti, è individuabile anche a diversi chilometri di distanza. In particolare tra queste, un’opera di rilievo che merita di essere visitata, è senza dubbio il Tempio della Madonna di San Biagio. In linea con lo stile rinascimentale degli altri palazzi, sia per imponenza (conferita dalla pianta a croce greca) sia per gli affreschi suggestivi, si tratta dell’ennesimo esempio di struttura cinquecentesca edificata nell’antico borgo.

Altrettanto affascinanti, il Palazzo Comunale in stile Gotico, situato nella piazza principale, ed il Duomo, risalente allo stesso periodo.

Il successo cinematografico

Impossibile camminare per le caratteristiche vie del centro e non notare l’eleganza che le contraddistingue. La stessa grazia notata dai produttori di saghe cinematografiche come i Medici e Twilight.

Ma la fama della “Perla del 500 “, soprannome che ben ne sottolinea i pregi architettonici, non è nota soltanto per aver fatto da sfondo a film e lungometraggi. Il nettare dei suoi vigneti infatti, le aveva già procurato notorietà internazionale con le Cantine de Ricci, Talosa, Cantina Contucci, Crociani, Gattavecchi ed Ercolani Città Sotterranea.

I vini di pregio

Il Bravio delle Botti, festa popolare che si ripete ogni anno al termine dell’estate, da l’idea di quanto le tradizioni locali siano intrise della cultura vinicola. I concorrenti divisi tra le otto Contrade di Montepulciano, devono far rotolare botti da 80 kg lungo percorsi in salita di circa 1800 metri. Un modo per celebrare il “peso” di un passato indissolubilmente legato al vino.

Sangiovese e Canaiolo sono i vitigni principali a bacca nera, fregiati della qualificazione Riserva Montepulciano. Tutti gli altri, ritenuti idonei ad entrare nella fascia DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) non possono superare il 20% delle coltivazioni. Analogamente, la resa di uva per ettaro, non potrà essere mai superiore agli 80 quintali.

Il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano comprende 80 aziende d’imbottigliamento, per una produzione annuale complessiva di 8 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo. Nell’ultimo anno infatti, le esportazioni hanno segnato un nuovo record, volando all’80%.

Ultimamente è stata anche contemplata la possibilità di produrre un Vino Nobile ad emissioni zero, che ben si abbinerebbe ai piatti tipici del luogo, come i Pici (pasta fatta in casa), il cacio pecorino, i salumi di cinta senese e la carne di Chianina.

Una produzione responsabile, renderebbe certamente più sostenibile il turismo vinicolo nella regione, invogliando le persone a prestare attenzione agli aspetti ambientali oltre che culturali.