Villa a Tel Aviv: il fascino dei contrasti


Realizzata dagli architetti Dan e Hila Israelevitz, questa villa a Tel Aviv è una casa contraddittoria, chiusa e raccolta, ma aperta alla luce naturale e in armonia con l’esterno. Giocata anche su contrasti di volume e di colori

Un lotto di appena 370 metri quadri, relativamente piccolo per gli obiettivi da raggiungere, ha condizionato la struttura di una villa a Tel Aviv, progettata dagli architetti Dan e Hila Isralevitz: un piano terra luminoso e con la massima apertura, un legame molto forte tra l’interno e l’esterno, che consente di godere della piscina e dell’adiacente area di relax all’aperto.

Un piano terra, quindi, spazioso e pieno di luce.

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Il segreto del fascino della villa a Tel Aviv

La privacy desiderata è stata realizzata grazie ad una facciata d’ingresso misteriosa, che fa passare frammenti di luce attraverso la parete.

La facciata è costruita con travi di cemento e tralicci di legno.

villa-a-tel-aviv3L’abbiamo creata per farla apparire opaca”, spiegano gli architetti Dan e Hila Israelevitz, “ma senza evitare che le stanze ricevessero una luce sufficiente. Un risultato che siamo riusciti ad ottenere tramite finestre continue lungo le stanze e l’intera struttura della casa.

Da un punto di vista geometrico, la struttura è molto pulita e il volume del primo piano aleggia sul piano terra.

Il nostro obiettivo di creare un effetto di contrasto tra i due volumi, il più alto e il più basso”, aggiungono i due architetti, “è stato accresciuto tramite le colonne di supporto più leggere, realizzate in ferro invece che in cemento, così come dipingendo l’intero volume in nero. L’effetto drammatico è rilevante e crea giochi di luce affascinanti sia di giorno che di notte”.

Un altro elemento che crea separazione e contrasto tra i due piani di questa villa a Tel Aviv, è la costruzione interamente in vetro delle pareti, senza divisioni attraverso l’intera superficie del piano terra, lungo il bordo parallelo della piscina.

Al fine di utilizzare correttamente le caratteristiche del lotto di terreno, la piscina è stata costruita lungo l’area del soggiorno e della cucina, nella zona non utilizzata del calpestìo e così l’area per la conversazione e il relax è stata ritagliata nell’angolo più stretto.

Per realizzare un’osmosi tra interno ed esterno, collegare i due piani della casa e non creare una struttura alienante, è stato previsto uno spazio che collega l’esterno e l’intera struttura, dalla zona d’ingresso al living e alle scale.

 

In questo modo c’è un contatto a vista tra coloro che vivono la casa.

Sono stati progettati tre piani: l’area dell’ingresso è stata disegnata per favorire i rapporti sociali all’interno della casa, una zona pranzo e soggiorno di cui la cucina costituisce una parte integrante.

Le scale che portano alla zona letto dei genitori e dei figli sono state collegate ad un muro esterno mentre nel seminterrato è stata ricavata una sala per la tv che è confortevole ed insonorizzata, ed accanto ad essa due stanze che possono essere abitate dai ragazzi più grandi.

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A cura di Mariella Guidi
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