Una favola umbra tra tradizione e modernità


In un angolo di Umbria sulle colline di Todi, dove il tempo sembra essersi fermato e il cielo si colora spesso di tinte vivissime, un editore fiorentino ha ritagliato per sè uno spazio di sublime tranquillità, a volte da vivere come luogo raccolto, a volte da destinare alla convivialità.

La casa è stata acquistata direttamente dall’impresa, che ha ritagliato muri e solai attraverso l’utilizzo di materiali antichi, per dare alla struttura il sapore di vissuto che meglio la integrava col contesto paesaggistico e con il gusto della committenza. Anche la zona esterna del casale riflette questo stile.

Travi, pietre e quanto è stato utilizzato per i rivestimenti esterni e per i complementi è frutto di un’attenta ricerca di recupero, con buona commistione tra tradizione e modernità. Il progetto è stato curato dall’architetto Desideria Marchi, mentre il giardino è stato ideato dal paesaggista Niccolò Mori, al quale è stato richiesto un intervento che non minasse l’anima originaria del luogo.

Uscendo dall’abitazione, ci si affaccia su un panorama mozzafiato attraverso una grande terrazza incorniciata dal pergolato di uva fragola; qui e nel prato circostante, spiccano gli arredi di Unopiù, le tripoline di Ilaria Miani e una seduta di Dedon.

Di Aldo Mazzolani
Foto di Corrado Bonomo