16 novembre 2018
Ville&Casali
Reportage Veneto

Una passeggiata tra le colline del Prosecco

Trentacinque chilometri in ebike fra colline del Prosecco verdeggianti e senza fine. Partendo dal centro aziendale Mandre della Tenuta Borgoluce: 1.220 ettari di pascoli, boschi, allevamenti, campi coltivati, vigneti, frutteti, canali, mulini, caseifici. Tre ore in bici assistita partendo da un punto, dove durante la Grande Guerra, aveva sede la Scuola degli Ufficiali per le Bombarde. Passando a fianco poi della stalla di bufale, con annesso caseificio, attraverso una parte della tenuta tra i noceti e i campi di mais e soia, fino alla nuova cantina all’avanguardia ed ecosostenibile (ricaverà l’energia elettrica dai pannelli fotovoltaici sistemati sui tetti delle stalle vicine) che sarà inaugurata entro l’autunno. Da qui s’inizia a salire verso il castello di San Salvatore, e dopo vari saliscendi tra vigneti, boschi centenari e pascoli, incontrando cervi e caprioli, si arriva al fiume Piave, che con il Gange è l’unico fiume sacro che esiste. Si attraversano due ponti romani che facevano parte dell’antica via Claudia Augusta per giungere all’ospedale austriaco ricavato tra le rocce della collina. Si arriva così al Castello di Collalto (anno 1000) per fare poi ritorno a Mandre. In tutto 35 km.

È uno dei modi più emozionanti per scoprire questo territorio, cuore del Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene, 15 comuni (Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor e Valdobbiadene) dove si producono circa 91 milioni di bottiglie del vino italiano più consumato al mondo. Un’area geografica molto ristretta a 50 km a nord di Venezia e a 100 a sud dalle Dolomiti, nella quale si fondono le bellezze della natura e dell’architettura. Siamo nella Strada del Vino, la prima, storica, strada enologica d’Italia, che si snoda lungo le colline e collega i luoghi più caratteristici del Superiore.

Valdobbiadene è il cuore pulsante di un’area molto più vasta che rappresenta l’intero mondo del Prosecco e che comprende più denominazioni: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, l’Asolo Prosecco Superiore Docg e il Prosecco Doc. Tre denominazioni che corrispondono a territori diversi per estensione e aspetto paesaggistico. La complessità della produzione del Prosecco e le differenze fra denominazioni sono ben rappresentate da una piramide ideale alla cui base troviamo il Prosecco Doc, prodotto in nove province fra Veneto e Friuli Venezia Giulia; nella parte centrale si posiziona il Prosecco Superiore Docg di Asolo, e al vertice il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Il vino spumante che rappresenta l’espressione della miglior qualità del Prosecco e che raggiunge le posizioni alte con le raffinate selezioni dei Rive, e, al vertice con il Superiore di Cartizze Docg, “Grand Cru” del Conegliano Valdobbiadene. Il successo di questa denominazione muove i primi passi nel 1876, anno di fondazione della Prima scuola enologica italiana (Cerletti) a Conegliano e nel 1923 dell’istituto sperimentale per la viticoltura.

Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies ci mostra uno studio della Sda Bocconi School of Management di Milano che parla di «un territorio espressione di un modello di sviluppo che assicura benessere economico, sociale e culturale». La ricerca mostra l’analisi dell’impatto economico della produzione di Prosecco Superiore Docg dagli anni ’80 a oggi. Il reddito medio annuo dei residenti nei 15 comuni nel 2000 era pari a 15.159 euro l’anno; nel 2015 balza invece a 21.380. L’ingegner Chies è orgoglioso di essere alla guida amministrativa del comune capofila che ha vietato l’uso di gliphosate, gli erbicidi nei trattamenti dei vigneti. «Stiamo andando verso la strada del biodistretto – dice -. Al meno il 4 per cento delle coltivazioni dovrà esserlo». Ci accompagna poi, entusiasta, al nuovo stabilimento della Carpené Malvolti in pieno centro, la prima azienda storica, nata 150 anni, del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. «E se ogni anno si registra almeno un 10 per cento d’incremento di presenze turistiche – spiega – ci sono d’altra parte almeno 1.000 case sfitte nel centro del mio comune». E non bastano certo i vecchi casolari trasformati in b&b sulle colline di Ogliano, frazione di Conegliano, a dare una risposta all’onda crescente del turismo enogastronomico o cicloturistico (siamo, fra l’altro, sulla tratta Monaco-Venezia, ciclovia dell’amicizia). Non solo vino, tuttavia. 

Conegliano vanta un grande patrimonio culturale- artistico e gastronomico. Come il fantastico ex Convento di San Francesco, restaurato (25 milioni di euro) e utilizzabile ora all’interno dei programmi di formazione universitaria. Il restauro ha riportato alla luce, fra l’altro, il complesso sistema idrico del cortile e ripreso l’antica tecnica della controsoffittatura in arelle.  Ora Chies punta deciso sul marketing territoriale. «Vorrei spostare il brand dal prodotto al territorio, facendo sistema con tutti i comuni e valorizzare così anche i nostri deliziosi prodotti tipici locali come i formaggi, ad esempio, oltre che le meravigliose colline».

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di Alessandro Luongo

 

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