Il bagno: da zona di servizio a luogo di relax e benessere

di Sara Perro

Da zona di servizio, il bagno diventa uno spazio esteticamente curato, ultrafunzionale e si trasforma in un luogo di relax e benessere, con una forte vocazione al design. Un bagno sempre più accessoriato, eppure spogliato del superfluo nelle versioni più minimali, dove la tecnologia (ricordate le vasche idromassaggio tutte tasti di comando e bocchette di qualche anno fa?) è sofisticata ma invisibile.

Il design lavora di sottrazione: nelle vasche idrogetti quasi invisibili, tastiere poco evidenti, i box doccia minimizzano la struttura per lasciare spazio alle pareti trasparenti. È quello che si è visto al Salone del Bagno, nella settimana milanese del Salone del Mobile. Anche grazie all’uso di materiali tecnologici e innovativi che garantiscono prestazioni super affidabili, le linee si snelliscono e gli spessori ultrasottili danno un effetto decisamente moderno all’ambiente, pur riconnettendolo a un concetto archetipo di stanza del benessere.

La doccia spesso si realizza con un rivestimento omogeneo, incentrato su materiali continui e valorizzati da luci di design. I piatti doccia più nuovi sono a filo pavimento e capaci di creare un continuum con il resto dei rivestimenti. «La novità della nostra ricerca estetica – dice Javier Anguiano Reig, responsabile marketing di Fiora, produttore di piatti doccia all’avanguardia – sta nella piletta a scomparsa: la canalina, infatti, è una semplice fessura e crea un effetto di solida compattezza e naturalezza del materiale».

Anche le rubinetterie hanno linee filanti e pulite, magari con particolari colorati. Quello del ritorno del colore è stato uno dei leitmotiv della rassegna. Dopo varie stagioni di all white, torna nei sanitari, soprattutto per il lavabo, che nelle versioni più attuali è spesso da appoggio o a colonna. Si tratta di cromie elegantemente mat, sommesse, mai sgargianti. Ideali per sottolineare un arredamento che ha visto il legno naturale al top delle preferenze in fatto di finiture.

«Gli arredi puntano sulla modularità – sottolinea Luca Piva, art director di Arbi – che permette una grande flessibilità nella progettazione e dà vita a realizzazioni “sartoriali”, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di spazio e di stile».  Tante novità al Salone del Bagno, ma anche la conferma di un look in crescita: il vintage è una tendenza che si consolida. Tubi a vista, lavabi e accessori dalle forme d’antan, anche se attualizzate, contesti e finiture “grezze” caratterizzano gli spazi benessere più attuali.

E poi c’è stata una diffusa aspirazione green: l’innovazione più significativa di questa edizione riguarda senz’altro la sostenibilità, in termini di efficienza idrica, allerta contro l’inquinamento indoor, ma anche produzione sostenibile.

di Paola Pianzola

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