Oggetti d’arte e collezioni d’arredamento


Discrezione, esperienza e grande cultura per Subert Antiquari, a Milano dal 1860, con una ricca proposta di oggetti e un interessante programma di eventi trasversali. Collezionismo e arredamento antico: una tradizione di famiglia, nata nel 1860 e arrivata, oggi, nella galleria inaugurata da poco in via della Spiga, a Milano.

Oggetti d'arte

Michele Subert

Ed è proprio dal suo indirizzo che si intuisce la filosofia alla base di Subert Antiquari: non vetrine ma una galleria interna, al secondo piano, per dare ai propri ospiti completa privacy.

Oggetti d’arte: una collezione di classe

“Il nostro mestiere è cambiato, oggi non si vuole più che le cose vengano esposte, si cerca discrezione. Il lavoro con i collezionisti chiede un rapporto diretto, a quattr’occhi, non si passa davanti alla vetrina per dare un’occhiata ma si va dove si sa già che si avrà un interlocutore espertissimo”, conferma Michele Subert, oggi alla guida della galleria. Come è cambiato il mondo dell’antiquariato? In cosa è specializzata Subert? “La storia del mercato dell’antiquariato si può dividere in due grandi binari paralleli, che viaggiano vicini e a volte si toccano: l’arredamento antico e il collezionismo. Noi siamo specializzati nel collezionismo di diversi generi. Proponiamo la maiolica italiana antica, dal ‘400 alla fine del ‘700; la scultura, in generale, sempre dal ‘400 per arrivare fino al ‘900 e gli strumenti scientifici risalenti a prima del 1750, cioè prima della loro standardizzazione”. E, grazie ad una fitta e storica rete di contatti, la galleria comprende anche altri oggetti: dai vetri a qualche mobile particolare.

Eventi di grande richiamo

Oggetti d'arteOltre all’esposizione costante di oggetti, Subert Antiquari ha anche un programma di eventi di grande richiamo, spesso collegati con l’arte contemporanea: dai gioielli disegnati da Francesca Mo (in calendario anche per i mesi autunnali) alle ceramiche lombarde, esposte nella mostra “Tavole sospese”, a oggetti di design in argento. L’abbinamento fra discipline e periodi storici così diversi fra loro permette all’entourage di una disciplina di conoscere quello dell’altra, per uno scambio di cultura e conoscenza in grado di arricchire entrambi i mondi artistici.

“Chi viene da noi ha già le idee chiare, si tratta di clienti colti con un interesse preciso, quasi filologico.

Si cerca ciò che piace e non si vuole più seguire uno stile o una moda del momento”, prosegue Michele Subert, “devo dire che è un metodo di lavoro più gratificante per noi antiquari, perché non siamo più soggetti solo alle tendenze e abbiamo interlocutori molto preparati e interessanti”.

 

 

 

A cura di ANTONIA SOLARI

Foto di CRISTINA FIORENTINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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