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17 Luglio 2019
Ville&Casali
Cantine Primo Piano

Carpineto stupisce di nuovo con il Chianti Classico

Arrivare in Toscana tra colline dolci e viali di cipressi e querce dalla chioma voluminosa è sempre una grande gioia. Un’emozione indicibile osservare aziende vinicole e proprietà private di rara bellezza, come la tenuta di Carpineto a Montepulciano. Una distesa di ben 184 ettari disegnata da linee parallele di filari perfettamente curati. Un vigneto ad alta densità, la media di impianto è di circa ottomila piante per ettaro, che costituisce il più vasto d’Italia, incornicia la cantina vinicola e l’antico originario complesso settecentesco ora residenza di famiglia.

Nel 1967 Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, fondarono la tenuta di Carpineto.

La tenuta di Carpineto a Montepulciano nasce da una piccola estensione di vigneti che nel tempo è incredibilmente aumentata, passando da 20 a oltre 200 ettari vitati.

Sacchet, diplomato alla scuola di enologia di Valdobbiadene, e Zaccheo, cresciuto nel mondo del vino e dell’agricoltura, fondarono la Carpineto col proposito di produrre il migliore Chianti Classico che il “terroir” potesse offrire. Un progetto ambizioso che ha portato l’azienda a distinguersi a livello internazionale e che oggi vede la partecipazione della nuova generazione, costituita da Caterina Sacchet, enologa, Elisabetta Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo, export manager.

Sono loro che, seguendo la filosofia dei fondatori hanno continuato a investire e sperimentare. Anche la grande scritta che troneggia sulla facciata dell’azienda : “Vitis fructus et laboris nostri” testimonia livelli altissimi di qualità con un export diretto verso oltre settanta Paesi, Canada e Stati Uniti in testa, come racconta Caterina Sacchet. È lei a firmare i vini dell’azienda tra i quali il suo prediletto: il Dogajolo Rosso, un “baby Super Tuscan”.

In esso sono racchiusi tutti quei caratteri che maggiormente vengono apprezzati nel vino: la forza della gioventù, la maturità del legno, la morbidezza della classe, i profumi fruttati e fragranti, i colori vivi e profondi. Un blend di Sangiovese 70% e Cabernet e altre uve al 30%.

Caterina Sacchet, enologa

Ma anche i vini più noti e premiati come il Vino Nobile di Montepulciano DOCG che nel 2018 si è posizionato all’11° posto con un punteggio di 95/100 per l’annata 2013 nella classifica di Wine Spectator dei 100 migliori vini al mondo. La produzione è veramente sorprendente, rappresentata da più di trenta etichette, con una produzione complessiva di 3 milioni di bottiglie provenienti dai vigneti distribuiti su 500 ettari complessivi di proprietà, di cui oltre 200 a vigneto, che si estendono su cinque diverse aziende denominate Appodiati: Montepulciano, Montalcino, Gaville, Dudda e Gavorrano.

Gran parte della produzione è data da vini delle più prestigiose DOCG della Toscana. Rossi, Riserve di grande struttura ed estratto, vini estremamente longevi di grande piacevolezza.

Nell’Appodiato di Montepulciano, da singoli vigneti, l’azienda ottiene 4 Cru, prodotti solo nelle annate ritenute eccezionali: si tratta dei Vigne degli Appodiati, dalle caratteristiche straordinarie che esaltano le peculiarità di ogni singola microzona. Imbottigliati senza subire alcun trattamento, vengono rilasciati dalla cantina non prima di almeno cinque anni di affinamento in bottiglia.
Come ogni anno al Vinitaly a Verona sono state presentate grandi novità come quella di quest’anno: la Gran Selezione del Chianti Classico 2015 ci annuncia con orgoglio Antonio Mario Zaccheo.

Indirizzario Web:

Visita il sito web di Carpineto

Approfondimenti:

Affascinato dal Chianti? Leggi Autunno nel Chianti, fra vino, storia e agriturismi

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