Marche: l’arte del Rinascimento


L’arte per rinascere. Succede in Italia in questo anno in cui le Marche cercano con una serie di mostre di raro pregio di tirarsi su dal disastro del terremoto e di una ricostruzione che non parte. Dunque vale la pena mettere in agenda un weekend tra i Sibillini e l’Adriatico anche perché l’apertura della nuova superstrada che porta da Foligno a Civitanova in meno di un’ora e l’isolamento di queste terre finalmente è solo memoria. Si potranno ammirare Lotto, Guercino, il Crivelli e poi ancora Raffaello, il Pinturicchio e Gentileschi. Insomma un vero Rinascimento che è stato salvato dalle macerie del sisma e che ora torna a salvare le sue terre.“L’Italia con i suoi paesaggi è un distillato del mondo, le Marche dell’Italia: e in particolare nel maceratese”, così Guido Piovene scriveva sessanta anni fa nel suo irrinunciabile Viaggio in Italia. E per quanto l’industria abbia occupato i fondovalle e per quanto le infrastrutture – indispensabili – abbiano inciso sul territorio e per quanto la costa si sia fatta ipertrofica di uomini e case, non c’è in Italia una terra che abbia mantenuto così gelosamente e armonicamente la sua identità. Le Marche sono un rincorrersi ritmato di colli dolci che paiono onde d’argilla, sono un patchwork di coltivazioni opime dall’ulivo che verdeggia argenteo al girasole al grano e ora nell’incipit della primavera le Marche profumano d’infinito con il salmastro che si fonde alle essenze di prato e dei Monti Sibillini austeri, ma non impervi, immensi ma accessibili. Ed è lì tra monte e riviera che sorgono le città murate da Cagli a Pollenza, da Fermo a Urbino, da Macerata ad Ascoli, che si sente l’eco delle antiche abbazie, da Chiaravalle di Fiastra a Fonte Avellana, da Rambona, dall’Eremo del Sasso a Macereto, che s’inseguono i gioielli d’arte come San Severino, Jesi, Tolentino o Recanati, che s’incontrano oasi di natura e scenari di costa ineguagliabili: basta pensare al Conero, ad Ancona, a San Benedetto.

Questa è la meraviglia cui si va incontro per un weekend nelle Marche dove scoprire vestigia passate come gli scavi di Urbs Salvia, le tombe dei principi piceni a Matelica e le vestigia romane di Helvia Recina. Una terra che è stata ferita nel profondo dal terremoto e che ora viene umiliata dai ritardi nella ricostruzione che ha una delle culle del Rinascimento italiano, Camerino, completamente inaccessibile, e così vale per Visso che conserva gli affreschi di Paolo e che con il suo essere la porta dei Sibillini meriterebbe ben più consistenti interventi. Cancellate Arquata del Tronto (era bellissima), Castel Sant’Angelo sul Nera, Pescara del Tronto, ferite a morte Caldarola col suo magnifico castello e Pievetorina con i suoi immensi pascoli. Un weekend nelle Marche significa anche contribuire alla rinascita di queste terre. Come? Gustando i suoi eccelsi prodotti enogastronomici, lasciandosi affascinare da alcune mostre d’arte che punteggiano il calendario.

Dunque si parte da Loreto (imperdibile la basilica della Santa Casa) dove è in corso “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino” al Museo Antico- Tesoro fino all’8 di aprile. Passando da Recanati per vedere le ultime scoperte della biblioteca di Giacomo Leopardi e ammirare la mostra che la città del Colle dell’Infinito dedica a Lorenzo Lotto si arriva a Macerata dove è in programma la mostra evento dell’anno per tutto il territorio nazionale. Fino al 13 maggio a Palazzo Buonaccorsi (che è di per sé un’opera d’arte) è in programma “Capriccio e Natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita”. Dalla primavera il  cartello si arricchisce di appuntamenti irrinunciabili: ad Ascoli Piceno c’è “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello” alla Pinacoteca Civica e Sala Cola dell’Amatrice, a Fermo nella Chiesa di San Filippo “Il Rinascimento a Fermo. Tradizione e Avanguardie, da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli”, a Fabriano all’Oratorio di San Giovanni “Orazio Gentileschi caravaggesco errante nelle Marche”, a Matelica “Milleduecento. Civiltà figurativa fra Marche e Umbria al tramonto del Romanico” mentre Pesaro si concentra, con i suoi Musei Civici, su un’esposizione dedicata all’ incisore, architetto e teorico dell’architettura Giambattista Piranesi.

Le mostre sono uno sforzo di promozione culturale voluto dalla Regione per raccontare la Rinascita delle Marche dopo il sisma attraverso il messaggio universale dell’arte. Ma le Marche sono anche terra di grandi musicisti. Gli appuntamenti per i prossimi mesi sono molti e tutti di altissimo pregio. Si comincia a Macerata con Musicultura che nell’emiciclo dello Sferisterio il 22,23 e 25 giugno (diretta Rai 1) propone i nuovi talenti della canzone d’autore affiancati da artisti di livello assoluto come Simone Cristicchi, Ron, Roberto Vecchioni. Sempre a Macerata dal 20 luglio al 12 agosto va in scena uno dei festival lirici più prestigiosi: il Mof. Tre opere in cartellone sul palcoscenico – davvero unico – dello Sferisterio: l’Elisir d’Amore, il Flauto Magico e la Traviata. Sempre per la lirica quest’anno c’è un appuntamento molto speciale: per il 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini a Pesaro dal 11 al 23 agosto il Rof propone un cartellone molto particolare. Tre opere in programma: Ricciardo e Zoraide, Adina e Il barbiere di Siviglia, alle quali si aggiungono i concerti con la Petite Messe Solemnelle e Il Viaggio a Reims.

Ancora musica lirica a Jesi – dove sono stati inaugurati due nuovi spazi culturali di assoluto rilievo: il museo dedicato a Federico II°, II Stupor Mundi, e il museo sensoriale del polo enogastronomico marchigiano dove fare anche degustazioni degli ottimi vini di questa terra – per la cinquantesima edizione del Festival del teatro di Tradizione dal 1 al 20 settembre nello splendido Teatro Pergolesi. Altre atmosfere con il Summer Jamboree a Senigallia dove dal 1 al 12 agosto si tiene l’edizione numero 19 del Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50. Torna anche Neri Marcorè con la seconda edizione di Risorgimarche dedicata a raccogliere fondi per la ricostruzione post-sisma. È un festival itinerante lungo i Sibillini che va da giugno a settembre. Sempre sui Sibillini si tiene dal 3 al 5 agosto il Montelago Celtic Festival. Imperdibili il 14 luglio e il 5 agosto le due giostre della Quintana di Ascoli Piceno, torneo medievale di raro fascino, così come per gli appassionati di antiquariato e brocante vanno tenute in conto la mostra di Sarnano a metà giugno (15 –17) e L’Antico e Le Palme che tutti i primi weekend dei mesi da aprile a settembre anima con il mercato antiquario il lungomare di San Benedetto del Tronto.

Di Carlo Cambi e Petra Carsetti

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