16 novembre 2018
Ville&Casali
Idee

Passione per il vintage: guida all’acquisto degli oggetti iconici degli Anni ’60

Per chi ha una passione per il vintage, per chi ha vissuto intensamente gli anni ’60 o per chi vuole conoscerli meglio, o per chi vuole arredare la casa con uno stile tra il moderno e il retrò, ecco una “guida all’acquisto” inconsueta, che supera  qualsiasi barriera temporale. Per oggetti da ricercare e conservare con cura, con un pedigree di alta genealogia. Gli anni del boom economico – ed in particolare quelli a cavallo degli anni ’60 – hanno impresso ricordi indelebili nella mente di chi li ha vissuti. Era facile realizzare in quegli anni  ogni tipo di progetto, era facile trovare lavoro, era facile spendere per acquistare ciò che si desiderava.

Il benessere si diffondeva velocemente e la casa si cominciava a riempire di oggetti belli e funzionali.

Dopo il buio della Seconda Guerra Mondiale, si respirava un’aria nuova in ogni angolo di città. Tanti oggetti di uso comune – dalla Moka Bialetti alla Fiat 500 di Giacosa – divennero presto il simbolo di un nuovo “rinascimento” sociale e culturale. Geniali architetti e designer erano impegnati a rendere immortali i simboli di quel periodo.

Una Mirella da Compasso d’Oro

La Mirella, prodotta e commercializzata da Necchi nel ’56, rappresenta ancora oggi il più alto livello di ricercatezza estetica che una macchina per cucire abbia mai raggiunto. Disegnata dal poliedrico Marcello Nizzoli – al quale si deve il progetto della mitica Olivetti portatile “Lettera 22”- è un capolavoro di funzionalità ed estetica. Questo gioiello del design vinse il “Compasso d’Oro” e il “Gran Premio” all’undicesima edizione della Triennale di Milano, ottenendo il massimo riconoscimento nel campo del design industriale entrando a far parte della mostra permanente del MoMa di New York. Non più in produzione, è ricercatissima sui siti che si occupano di vendite on-line di oggetti vintage, a prezzi che vanno dai 300 ai 500 euro.

Fette perfette con la Berkel “Modello 115”

È stata l’ultima affettatrice a volano prodotta dalla Berkel “originale”, rimanendo a listino per ben 27 anni (!) dal 1953 al 1980. È considerata dagli esperti la macchina “perfetta”, la migliore prodotta dalla mitica Casa olandese. La “115” si avvicina al concetto di macchina professionale tout-court, anche per rispondere a criteri di sicurezza ed efficienza che venivano richiesti dal mercato. La regolazione dello spessore della fetta si effettua attraverso il classico “orologio” (brevetto Berkel) in alluminio e bachelite. La lama è da 370 mm. di diametro, utile per tagliare prosciutti o culatelli anche di grandi dimensioni. Perfettamente restaurata ed efficiente, si può trovare in vendita presso La Bottega del Restauro nei pressi di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, al costo di circa 6.500 euro, tutti ben spesi.

La radio Brionvega TS502

Disegnata da Zanuso e Sapper nel 1962 e commercializzata  in vari colori a partire dal ’64, la radio Brionvega TS502 resta ancor oggi un esempio di geniale design che unisce originalità di forme e praticità d’uso, tanto da essere riproposta in svariate versioni in anni recenti. Certo, siamo ben lontani dalle radio moderne, quarzate e con memorie digitali per le stazioni, ma la TS502 non sfigura affatto quando ne aggancia una e promette un suono ancora insuperato. Quando sono chiusi, i due cubi che la compongono disegnano un parallelepipedo con spigoli arrotondati e non si rivela la sua funzionalità. Geniale la struttura  delle cerniere di collegamento tra i cubi, che sono “scavate” per consentire il passaggio dei sottili cavi elettrici che uniscono elettronicamente le due unità. Ricercatissima nella sua versione originale, si porta via sul web a prezzi variabili da 200 a 400 euro, se le condizioni d’uso sono perfette. 

Il primo computer portatile? Sono io!

All’inizio degli anni ’60 Roberto Olivetti chiese al designer Mario Bellini di progettare un “computer personale, qualcosa che possa vivere insieme ad una persona, che sieda davanti ad un tavolo o ad una scrivania” assai più piccolo di quelli in uso all’epoca, sufficientemente compatto da essere facilmente trasportabile da una stanza all’altra della casa ma anche in giardino o accanto ad una piscina, per lavorare in un ambiente confortevole.

L’idea rivoluzionaria si concretizzò ad Ivrea con il Programma 101, una “macchina misteriosa” che venne pubblicizzata e commercializzata nel 1964, con una immagine che la descriveva così: “Benvenuti nel mondo di domani. State per fare un viaggio fuori da questo mondo e in quello del futuro” Ribattezzato “Perottina” dal nome dell’ingegnere che lo sviluppò, Pier Giorgio Perotti, per via della sua RAM limitata a 1.920 bit,  era soprattutto una macchina pensata per fare calcoli aritmetici (somme, sottrazioni, divisioni, moltiplicazioni e radici quadrate) ma poteva anche fare operazioni logiche, salti condizionati e non, e stampare il contenuto di un registro per mezzo di un linguaggio di programmazione alfanumerico sviluppato appositamente. Oggi è quasi impossibile trovarlo in vendita, i pochi collezionisti che lo posseggono lo considerano una vera e propria reliquia, ma diverse Case d’Asta sono riuscite a piazzarlo a prezzi stratosferici, con quotazioni che hanno superato i 10.000 euro per esemplari in perfette condizioni. Chapeau!

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