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22 Ottobre 2019
Ville&Casali
Interni

Le sculture erotiche di Mollino

Una premessa doverosa: se si trova in vendita da un antiquario o, meglio ancora, da un rigattiere poco furbo, uno dei rarissimi tavoli in legno e cristallo progettati da Carlo Mollino, non bisogna farselo sfuggire. Si tratta a tutti gli effetti di opere d’arte,  a tiratura limitata, riconosciute a livello mondiale ed esposte nelle permanenti del Mo.Ma di New York e nel Royal&Albert Museum di Londra, dedicate al designer torinese.

Un ottimo investimento che apre le porte ad una storia tutta italiana iniziata a metà del secolo scorso (Mollino è nato nel 1905 ed è scomparso nel 1973) che ha segnato le tappe fondamentali del design futurista, con un percorso che nasce al Politecnico di Torino e si snoda attraverso edifici straordinari – dal nuovo Teatro Regio alla sede della Società Ippica Torinese – il suo capolavoro – costruito in Corso Dante a Torino e demolito nel 1960 su ordine di sciagurati dirigenti dell’ufficio urbanistico del Comune.

Ma il percorso futurista di Mollino, appassionato di sport e fotografia “erotica” tocca soprattutto il progetto di complementi vari per l’arredo domestico.

Tutti talmente belli e originali da lasciare un’impronta indelebile nella storia del design.

Mollino ha progettato e realizzato, spesso con le sue mani, veri e propri esercizi di stile.

Un esempio è il tavolo “Reale”, progettato nel ’49, di ispirazione aeronautica, nel quale viene utilizzato sapientemente il rovere o il legno di ciliegio nero, in abbinamento al compensato stratificato, materiale curvabile “a freddo”, leggero e robusto. Oggi è prodotto da Zanotta in varie finiture, con prezzi che partono dai 3mila euro.

Non da meno la scrivania “Cavour”, unica nel suo genere per lo sbilanciamento visivo dei suoi sostegni laterali (a destra una cassettiera lineare, a sinistra due zampe di legno curvate), prodotta anch’essa da Zanotta e in vendita a circa 7mila euro.

La capostipite però del design high-tech di Mollino è la lampada “Cadma”, con un paralume ad elica sui generis, progettata nel 1947, ancora oggi attualissima e difficile da reperire sul mercato, a meno di frequentare le Case d’Asta più famose, che la propongono a prezzi base sempre molto elevati.

Di questa lampada, come per altri oggetti realizzati da Mollino, non c’è mai stata la possibilità di una vera e propria replica su scala industriale, per la complessità delle forme individuate in fase di progetto e per la necessità di adattare i materiali a un’estetica volutamente  molto complessa, che fa quasi sempre trasparire il suo interesse per gli oggetti in movimento, con linee spesso sinuose che evocano il corpo femminile, da lui tanto amato.

Anche la famosa poltrona “Gilda” del ’47, dotata di una struttura in frassino tinto rovere oppure noce Canaletto, con ferramenta in ottone bronzato, non sfugge alle regole. Si può interpretare come una poltrona in stile aeronautico oppure come poltrona “tecnica” per le sue quattro possibili regolazioni dello schienale,  dipende da come la si guarda.

D’altara parte Mollino rappresenta perfettamente la figura di artista creativo fuori dagli schemi;

non riconducibile a una precisa corrente artistica ma ispirato all’Art Noveau, al Surrealismo e al Barocco. La sua impronta è indelebile in ogni suo oggetto, tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “designer senza industria”, il che lo rende ancor più affascinante e apprezzato.

Approfondimenti:

Se vuoi scoprire altri grandi designer del passato, leggi Vintage d’Autore: Marco Zanuso

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