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Bellezza all’asta

di Paola Pianzola

Le Case d’Asta più quotate hanno una sezione dedicata alla vendita di poltrone, divani, lampade e arredi disegnati e prodotti nel ‘900, soprattutto dagli anni ‘50 ai ’70, oggetti molto utilizzati nelle case arredate dagli interior designer più famosi.

Gli arredi di design che vanno a ruba e quelli che sono ancora sottovalutati, secondo l’architetto Stefano Poli.

Alcuni lotti raggiungono cifre un tempo appannaggio solo di dipinti e oggetti d’arte.

Stefano Poli, architetto del Politecnico di Milano e responsabile del dipartimento Arti Decorative del ‘900 e Design de Il Ponte Casa d’Aste, spiega a Ville&Casali le dinamiche di un settore in crescita.

Quali sono i frequentatori tipo di un’asta di design?

I compratori che partecipano alle aste di Arti Decorative e Design del ‘900 sono per lo più collezionisti privati e importanti gallerie specializzate, internazionali e nazionali, accanto ad art advisor, arredatori e architetti di alto livello. Cresce, inoltre, il numero di appassionati che acquistano in modo sempre più consapevole oggetti e arredi originali d’epoca disegnati da noti architetti, designer e artisti.

Come si selezionano le opere da mettere in catalogo?

Ogni opera inserita in catalogo è studiata con cura e scelta in quanto significativa per l’autore che l’ha concepita, per l’appartenenza a uno stile o a una produzione importante. La provenienza per lo più privata, la documentazione storico-archivistica, l’autenticità, gli eventuali restauri o modifiche sono elementi chiave che determinano l’inserimento del bene in asta. Particolare attenzione è riservata ad autori storicizzati importanti ma meno noti al pubblico di specialisti, la cui opera viene valorizzata attraverso la documentazione storico-critica che accompagna la vendita.

Quali sono i pezzi che secondo lei non possono mancare nella collezione di un un cultore del Design?

Le opere dei grandi architetti e designer italiani, spesso milanesi. Per citarne solo alcuni: Gio Ponti, Franco Albini, Ignazio Gardella, Carlo Scarpa, Paolo Venini, Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Enzo Mari, BBPR.
Accanto alle grandi firme, stanno emergendo nomi meno noti…
Sì. È il caso di alcuni autori finora considerati minori e di altri molto celebri che hanno scritto la storia del design italiano degli anni ’60 e ’70, ma che restano ancora poco quotati nel mercato delle aste, come Sergio Mazza, Claudio Salocchi, Gianfranco Frattini, Gae Aulenti, Giulio Minoletti, Toni Zuccheri, Aldo Rossi, Vico Magistretti, Marco Zanuso.

Nell’ultima asta di dicembre 2019, quali sono i lotti battuti da Il Ponte che hanno avuto i risultati migliori?

Hanno raggiunto eccellenti risultati la coppia di candelabri a cinque fiamme di Georg Jensen (32.500), un lampadario modello 1441 di Max Ingrand per Fontana Arte (21.250), una coppia di letti sovrapponibili di Carlo Mollino della Casa del Sole di Cervinia (18.750), una composizione astratta di Enzo Mari (17.500) e uno specchio basculante di Max Ingrand per Fontana Arte (8.750).

Indirizzario web:

Il Ponte Casa d’Aste

Bertolami Fine Art

Cambi Aste

Sant’Agostino Casa D’Aste

Approfondimenti:

Sei interessato agli oggetti cult di design? Leggi L’incredibile storia della Lounge Chair di Eames

Leggi anche Le invenzioni di Gae Aulenti

Bruno Munari, orologio da tavolo L’ORA X (€ 16.250).

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