L’incredibile storia della Lounge Chair di Eames

di Paolo De Petris

Con la grazia e la leggerezza di una coppia di innamorati, Charles e Ray Eames hanno messo a segno nella loro straordinaria carriera una infinità di successi ed hanno segnato il design post-bellico con innumerevoli progetti, rivolti non solo all’arredamento e all’edilizia ma anche al cinema e alla fotografia.

I coniugi Eames, geni della semplicità e sempre allegri nella loro visione della vita, furono ammirati e rispettati anche da grandi architetti dell’epoca, come Alvar Aalto e Eero Saarinen.

Lo studio del compensato a strati multipli, da modellare e forgiare nelle forme più strane, fu una loro invenzione e prerogativa per una serie di oggetti che sembravano tirati fuori dalla borsa di Eta Beta, eroe Disneyano. In America, loro patria d’origine, le famiglie amavano il baseball e le “fried chips”, e allora perché non creare oggetti che ricordano queste passioni? Chi mai potrebbe prendere ispirazione da un guanto da baseball per trarne il design di una poltrona “anomala”, bella e comodissima?

Chi potrebbe mai pensare di trasformare una patatina fritta in una sedia da cucina? Il “look Eames” nasce proprio da queste intuizioni ed è inconfondibile oltre che attualissimo ancora oggi, grazie soprattutto ad aziende come Vitra e Herman Miller che hanno creduto nella loro indomabile creatività e perpetuato la produzione dei loro capolavori, commercializzandoli in tutto il mondo, con grande successo.

Tutti oggetti innovativi, divertenti e funzionali, che si sono trasformati ed evoluti grazie all’uso di vetroresina iniettata, chiamata dagli Eames a sostituire il legno compensato per motivi di costo e di leggerezza, mantenendo la rigidità necessaria e ampliando la gamma delle colorazioni di finitura.

Ne sono un esempio mirabile la sedia LCW – Long Chair Wood – del ’45, un cult del design, la Dining Chair Wood del ’46, la Chaise Lounge in vetroresina del ’48, la sedia in plastica Eiffel e soprattutto l’inarrivabile Eames Lounge Chair, con il pouf Ottomana, considerata la poltrona più comoda e bella mai realizzata al mondo. Un oggetto “cult” di immensa classe, esposta alla permanente del Mo.Ma. di New York e da sempre ammiratissima per la perfetta fusione di ergonomia, design e funzionalità.

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