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10 Ottobre 2019
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Vintage d’Autore: Marco Zanuso

Considerato uno dei padri dell’architettura industriale post-bellica, Marco Zanuso deve gran parte della sua fama alla progettazione di un edificio molto amato dai milanesi, che fa parte ormai del panorama della città: il Piccolo Teatro di Milano, fondato da Giorgio Strehler nel ’47. Un edificio ardito e funzionale, unico teatro a pianta stellare, che pescava nell’adiacente Castello Sforzesco le sue radici architettoniche. Il percorso artistico di Marco Zanuso nel mondo del design inizia proprio da questi due cubi sovrapposti, fatti ruotare di 45 gradi per ospitare al centro la grande sala destinata al palco e agli spettatori, reinventando completamente gli schemi di progettazione applicati fino ad allora agli edifici di altri teatri, in tutto il mondo.

La “visione architettonica” di Marco Zanuso, fortemente legata al suo spirito innovativo e anticonvenzionale, si ritroverà in tutti i suoi oggetti realizzati per uso domestico.

Si tratta di oggetti che abbinano estetica e funzionalità, e che denotano una profonda conoscenza dei materiali e dei processi industriali.

Marco Zanuso

Non esiste il confine tra artigianato e design. Quello che noi facciamo sul modello, che poi sarà riprodotto 50.000 volte, è una attività in cui portiamo tutta la nostra esperienza, sia artigianale, sia industriale, sia disciplinare, sia accademica.

Marco Zanuso, architetto

In queste parole di Marco Zanuso, ripetute migliaia di volte alla platea di studenti del Politecnico di Milano – dove ha insegnato per molti anni – c’è tutta la filosofia di un moderno designer, che vede nella perfezione assoluta dei suoi progetti un obiettivo indissolubile, da raggiungere a ogni costo.

Non è un caso che la Pirelli, nel 1948, dopo aver fondato la Arflex, chiede proprio a Zanuso di studiare l’impiego di gommapiuma a cellula chiusa per rivestire divani e poltrone di nuova generazione, da produrre su scala industriale ed esportare fuori dall’Italia. Nasce così la poltrona Antropus, oggi prodotta da Cassina, che debutta come arredo di scena proprio al teatro Piccolo di Milano, durante lo spettacolo di Thorton Wilder “La famiglia Antropus”.

Zanuso introduce per l’occasione una serie di nuovi materiali, come l’acciaio ad alta resistenza della struttura abbinato a una imbottitura in poliuretano espanso schiumato – privo di CFC – e ovatta di poliestere. La poltrona Antropus è la capostipite di una serie di mobili che riceveranno innumerevoli premi e riconoscimenti, tra cui la poltrona Lady nel 1951 (costruita in più parti separate e poi assemblate, da cui deriverà anche un divano a due posti) e il divano Triennale, esposti per la prima volta alla IX Triennale di Milano. Nel 1956 è uno dei co-fondatori dell’ADI – l’Associazione del Design Industriale – che assegnerà da quell’anno i famosi e ambiti Compassi d’Oro. Ne vincerà ben cinque, nel corso della sua lunga carriera, che lo vedrà anche presidente dell’ADI dal 1966 al 1969, e che si concluderà con la sua morte avvenuta nel 2001.

Poltrona Woodline

Uno dei suoi capolavori assoluti, la poltrona Woodline, coniuga una struttura in legno curvato con assi di rinforzo in acciaio, rivestita in pelle primo fiore o tessuto, e testimonia la sua continua ricerca di abbinamenti tra materiali nobili. L’incontro con Richard Sapper, nel 1957, segnerà poi l’inizio di una felice collaborazione. Nel 1959 vengono chiamati dalla famiglia Brion a lavorare per il nascente marchio Brionvega, azienda italiana di grandi ambizioni, specializzata nel mercato dell’elettronica, che vuole contrastare l’egemonia nel settore della danese Bang&Olufsen, apprezzata soprattutto per il design della sua produzione.

Zanuso e Sapper danno vita a una serie di componenti elettronici diventati icone mondiali del design, in particolare il televisore Doney 14 (Compasso d’Oro nel 1962) e la Radio Cubo TS 502 di Brionvega, che oggi fanno parte della collezione permanente del MoMa di New York.

Da segnalare che il Doney 14 è stato il primo televisore portatile interamente progettato e costruito in Europa ed è ancora oggi ricercatissimo tra gli appassionati per il suo design “lunare” ma anche per il valore aggiunto dato dai transistor impiegati all’epoca, di derivazione missilistica e molto costosi, oltre che affidabili!

A seguire, nasce per OLuce la lampada da scrivania mod. 275, con una grande cupola in metacrilato che sovrasta una base circolare, dalla quale può scostarsi con una rotazione quasi innaturale, che la porta fuori asse in una posizione eccentrica ed imprevedibile.

sedia-kartell-marco-zanuso

Zanuso e Sapper si ripeteranno poi nel 1964, disegnando per Kartell una sedia multicolore in plastica per bambini, la K 4999, e nel 1967 con il progetto per Siemens del telefono “Grillo” (altro Compasso d’Oro assegnato nello stesso anno), la famosa e inconfondibile conchiglia dotata di una parziale apertura del guscio per accedere alla ghiera numerica ruotante. Alla lontana, un precursore del Motorola MIcro-Tac del 1989, che avrebbe adottato lo stesso sistema di funzionamento con vent’anni di ritardo, ma con tecnologia molto più avanzata.

Approfondimenti:

Se vuoi conoscere un altro genio del design, leggi Philippe Starck: l’Enfant Terrible del design

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