Chalet di montagna: un ritorno al futuro

di Redazione Ville&Casali

Chalet di montagna

Spazio, spazio, spazio! Questo chalet di montagna, situato nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità e con splendido affaccio su Cortina d’Ampezzo, sembra andare controcorrente rispetto ai tradizionali appartamenti di montagna, di scarsa metratura e di altezza ridotta, ma ricorda piuttosto una villa sia per l’ampiezza che per l’utilizzo degli spazi dedicati al living e alle necessità della vita quotidiana.

Come nel celebre film di Robert Zemeckis, Ritorno al Futuro, l’architetto Ambra Piccin di Cortina ha lavorato sul passato, una ristrutturazione preesistente, disposta su tre livelli e frutto dell’unione di più unità abitative, per concepire il futuro.

I primi due livelli dello chalet occupano un’intera porzione di casa, mentre l’attico, scenografico e destinato a ricevere, si estende anche nella porzione adiacente, occupandone tutta la parte mansardata.

Proprio grazie al notevole volume, le travi a vista e le pareti spioventi regalano respiro all’insieme, suggellato anche dall’ampia finestratura che permette un’illuminazione a giorno.

È questo uno dei criteri dell’intervento dell’architetto Piccin, che ha curato personalmente sia la scelta dei singoli pezzi di illuminazione – spesso di provenienza veneziana, come lo scenografico centro tavola di Lu Murano – sia la disposizione dei punti luce, inseriti nella boiserie e nelle travature per valorizzare l’arredo, tutto realizzato su misura e su disegno della progettista.

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I complementi d’arredo, le tappezzerie e i corpi illuminanti sono tutti articoli di design di fama internazionale, da Tom Dixon a Max Alto, così come i preziosi rivestimenti dei bagni in mosaico di Bisazza e le rubinetterie d’avanguardia Dornbracht.

I pavimenti sono in legno di rovere italiano di prima scelta, con caratteristica piallatura e asciatura di superficie, tinteggiato con tinte impregnanti all’acqua che conferiscono un cromatismo realizzato appositamente su misura per il cliente. La finitura della superficie è ad olio.

Le boiserie dello chalet in montagna

In particolare risalto l’ampia zona giorno, che occupa gran parte dell’attico e che si articola in più ambienti contigui, senza soluzione di continuità.

Così, dal tavolo da pranzo realizzato artigianalmente con tre essenze di legno diverse su disegno dello Studio Piccin lo sguardo si estende oltre le zone relax, con ampi divani e angoli dedicati alla conversazione e alla lettura, su fino al caminetto in pietra Dolomia e oltre, nell’angolo dedicato al biliardo (pezzo unico appositamente realizzato su misura per il gioco all’americana), arricchito da una splendida boiserie in legno bicolore con travi orizzontali.

L’insieme è dominato dalle tinte eleganti e neutre della montagna, interrotte solo dal rivestimento verde ottanio di due poltroncine che sembrano segnare il centro di questo raffinatissimo e ampio locale.

Oltre, delimitate alla vista, la raffinata camera padronale con panorama sulle Dolomiti e una seconda camera per gli ospiti. Il tutto circondato da una lunga e funzionale terrazza, che estende la già ampia vivibilità dell’insieme anche all’esterno.

Gli altri piani sono destinati all’area bimbi, con varie stanze da letto, un salottino dedicato e una zona svago, all’area wellness, a quella fitness e al ricovero dell’attrezzatura sportiva invernale, con nicchie e intercapedini che fungono da utili ripostigli.

L’intera abitazione è controllata da un impianto domotico che gestisce l’illuminazione, l’impianto di riscaldamento, i sistemi audio e video e l’impianto antifurto.

Mirabile l’area riservata ai vini: più di una semplice cantina, è quasi un’enoteca privata a disposizione dei proprietari e degli ospiti.

Seppur molto moderno per la linearità stilistica e le soluzioni tecniche adottate, l’arredo progettato dall’architetto Piccin si inserisce tuttavia nel filone della tradizione alpina, sia per l’utilizzo del legno nei rivestimenti, a creare quasi un prezioso guscio di bosco sulle pareti, sia per la scelta dei colori che riportano inevitabilmente alla natura, in un contrasto tra passato e futuro pressoché inimitabile.

 

 

 

A cura di MARCELLA GUIDI

Foto DIEGO GASPARI BANDION

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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