Una villa sulla costa: il mare in casa

di Redazione Ville&Casali

Una villa sulla costa

L’architetto ed interior designer, Stefano Dorata, ha voluto dare ai proprietari e agli ospiti di una villa sulla costa a Sabaudia, da lui completamente restaurata, la sensazione di essere sempre al mare.

Una villa sulla costa
L’architetto Stefano Dorata ha ristrutturato una villa sulla costa

L’ha fatto usando come pavimento il travertino acidato, ovvero trattato in modo da corrodere le parti tenere del marmo e creare delle fessure, più adatto a un calpestìo a piedi nudi, anti sdrucciolo, come se si camminasse sulla sabbia. Un pavimento unico per tutta la villa, che sorge sulle dune di sabbia del litorale laziale, curato dal marmista Paolo Damiani di Latina. L’architetto ha così voluto creare, come in altre sue realizzazioni, a Porto Raphael o a Mikonos, un’osmosi tra interno ed esterno.

Giocare con il paesaggio e i materiali

Una villa sulla costa“Il paesaggio diventa parte della casa e della decorazione e l’intimità della casa fa parte del paesaggio. Un gioco sapiente, e non di rado ironico, di specchi e di rimandi, che negli spazi disegnati da Dorata insieme con i tanti arredi che lui stesso progetta e fabbrica con una squadra di collaudati artigiani” – ha scritto Nicoletta del Buono, nel volume Case by Stefano Dorata (Gangemi editore) –“genera un sentimento di raffinata musicalità appoggiato da un ritmo chiaro, ben scandito, foriero di una sensazione di freschezza, di semplicità, di necessità. Un’orchestrazione progettuale articolata ma essenziale la quale sfocia in un complesso di stilemi pronti a durare nel tempo, che non si potrebbe definire altrimenti che classicismo moderno”.

Una villa sulla costa: desiderio di famiglia

Una villa sulla costa“I proprietari, una coppia di imprenditori romani con tre figli, mi ha chiesto una casa con molte camere da letto, anche per alloggiare i numerosi ospiti”, spiega a Ville&Casali, l’architetto Dorata, “per questo motivo ho lasciato l’involucro esterno intatto, anche per rispettare le normative urbanistiche, “ma ho completamente cambiato la distribuzione interna dei vani. Ho ricavato così otto camere da letto con altrettanti bagni. Questi ultimi sono addirittura dieci”. La villa, di circa 350 mq, è circondata dal giardino nella parte che confina con la strada panoramica che corre parallela alla costa e dalle dune di sabbia che la delimitano dalla battigia. Un’altra novità che l’architetto ha voluto introdurre nella costruzione è un terrazzo attrezzato al posto della copertura, con una spettacolare idropiscina. Così idealmente si può prendere il sole come sul ponte di uno yacht galleggiante sul mare, da cui si ammirano i contorni delle isole Pontine.

La casa si veste di bianco

“Alla fine”, dice l’architetto, “ne è scaturito un volume ‘vestito’ di un bianco assolato, bucato da aperture ad arco servite da vetrate scorrevoli, e da oblò messi tra loro in relazione simmetrica, con le scale che collegano le terrazze, a muovere plasticamente il volume”.La casa costruita negli anni Settanta, con la sua candida forma dell’involucro, fa ricordare la “città nuova” di Mussolini (la vicina Latina) creata da fior di architetti come Luigi Piccinati, con il quale Dorata sembra condividere una grande sensibilità per le matrici storiche del territorio. Ci riporta anche all’era dei Beatles e del boom economico dell’Italia, quando il miracolo sembrava dovesse continuare all’infinito. I mobili vintage di quegli anni o quelli disegnati dallo stesso architetto sono sobri ed eleganti e danno la sensazione di un’opulenza raffinata destinata a durare nel tempo.

 

 

 

 

 

di ENRICO MORELLI

foto di GIORGIO BARONI

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