Villa a Ginevra: sfumature di lusso


L’ereditiera Carol Asscher, proprietaria di questa bella villa a Ginevra, è cresciuta a biberon e diamanti. Suo nonno divenne fornitore della regina Vittoria. E il suo primo diamante le fu regalato a 18 anni. Era ovviamente un Royal Asscher Cut. Ancora oggi possederne uno equivale per le signore del jet set ad avere uno sfavillante Bulgari, uno scintillante Cartier…

Nel 1906 suo bisnonno su commissione del re d’Inghilterra Eduardo VII tagliò il più grande diamante estratto dalle miniera del Sud Africa. Fu battezzato la “Stella d’Africa” il diamante giallo di 110 carati, di rara bellezza che divenne subito il masterpiece della Corona britannica. Un taglio che rendeva la sua lucentezza in tutte le sue sfaccettature.

Ma per la legge del contrappasso suo padre non si occupò mai di diamanti, fondò in Francia una compagnia di telecomunicazioni di cui oggi si occupa la signora Carol, con spiccato piglio imprenditoriale.

Per hobby disegna gioielli, ma solo per sé. Li indossa con nonchalance anche sui jeans, camicia bianca e stiletto alla Louboutin. Il massimo dell’eleganza!

La casa di Ginevra pied dans l’eau riflette questa eleganza mai troppo ostentata. Villa Nicolas è dedicata al figlio, unico, amatissimo, avuto dall’imprenditore veneto Alfonso Telese.

Villa a Ginevra

Iscritto all’esclusivo collegio Le Rosey, lì a una manciata di chilometri, inizialmente doveva essere solo un pied à terre per lei, globettrotter nel dna: casa a Parigi, a Saint Tropez, a Puket ( Thailandia) e Gstaad. Ogni sua casa ha un proprio carattere.

Quando Carol Asscher ha visto questa tenuta con giardino spalancato sul lago, non ha resistito alla tentazione. Perché possiede lo charme di una casa in Provenza, dal tetto spiovente in mattone, alla quale ha aggiunto una piscina, uno specchio d’acqua che cambia colore grazie alla fibra ottica. Dove rilassarsi all’ombra di ombrelloni di tela nera e comode sedute di puro design.

Villa a Ginevra

Arte contemporanea nella villa a Ginevra

Tra sculture in bronzo sparse qua e là, dietro cespugli e siepi ben curate, spuntano due mega funghi, e fra tutte primeggia all’ingresso la scritta Love.

Carol Asscher colleziona opere d’arte contemporanea.
Molti dei suoi artisti preferiti espongono al Museo d’Arte Moderna di New York e al Museo d’Arte di Filadelfia.

Conserva la scritta ad personam, nel senso personalizzata per la padrona di casa, di Rob Wynne, e la fotografia d’ispirazione barocco/contemporaneo di David La Chapelle. Fiori e farfalle alle pareti portano la firma di Marc Quenn. Opere comprate su suggerimento di Fabio Bechelli, art dealer di reputazione internazionale.

Villa a Ginevra

I consigli d’arredo glieli ha dati anche la stilosa ed esperta d’arte Paola d’Assche.

La signora Carol ha una cura maniacale nella mise en scene della tavola quando riceve: bicchieri di vetro soffiato di Murano, piatti de NouezMoi, un brand parigino. La tavola deve essere mono/cromatico: bianco e nero se Carol è nel mood minimalista, d’argento se il dress code è più luccicante.

Carole Asscher adora i fiori: ovunque coltiva o mostra orchidee, tulipani, rose, peonie.

Ama le candele Diptique dalle essenze esotiche che creano un’atmosfera avvolgente per gli ospiti. I colori del soggiorno sono il viola, il grigio e il nero, ben miscelati fra di loro, nessuno predominante sull’altro. Un grande specchio deformante, che riflette il pae- saggio che lo circonda porta la firma dell’artista anglo/indiamo Anish Kappor.

Quando riceve la signora Carol serve solo champagne, Blanc de Blanc Ruinart, e piatti sofisticati di cucina fusion.

Un ultimo vezzo per la sua camera da letto, una coperta di chinchilla. Il vero lusso non va esibito, ma vissuto come una seconda pelle.

Villa a Ginevra

 

 

 

A cura di JANUARIA PIROMALLO

Foto di MASSIMO LISTRI

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