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La Costa Smeralda prende per la gola i millennials

di Alessandro Luongo

Parola d’ordine: sostenibilità. L’ambiente di nuovo protagonista. È la strategia delineata dal sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, in perfetta sintonia con il consorzio della Costa Smeralda (porzione di territorio che ricade per il 90 per cento circa in questo comune, i cui confini ben precisi sono delimitati simbolicamente dalle due famose rocce che riportano la scritta Costa Smeralda all’inizio, in zona Pitrizza a nord, e alla fine, in zona Liscia Ruia, a sud).

Una stagione di dialogo, avviato nel 2017, che ha dato vita a un piano strategico cruciale per la Costa Smeralda, con un programma corposo di servizi e infrastrutture e tante novità sul versante del life style.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena”]Sostenibilità come elemento chiave di crescita, non come inibizione o momento di vanto, sia chiaro. Lusso e rispetto della natura devono convivere, perché la Costa Smeralda è unica e va tutelata.[/penci_blockquote]

Ci precisa il primo cittadino nel suo ufficio, dove ci riceve. E si riferisce difatti alle due ordinanze emesse ad aprile ma in vigore dal 1° giugno, con le quali ha vietato l’uso di plastica monouso e il fumo nelle spiagge.

Preservare l’ambiente vuol dire anche realizzare dei servizi, fondamentali per lo sviluppo della Costa Smeralda, destinazione turistica che oramai fa da traino alla Gallura intera, e di cui da anni operatori turistici e popolazione lamentavano la mancanza.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Mario Ferraro, amministratore delegato di Smeralda holding”]Nata come angolo di paradiso negli anni ’60 per desiderio e volontà del principe Karim Aga Khan, la Costa Smeralda è poi diventata una destinazione di massa, con un flusso di 25mila persone d’indotto dalle aree circostanti.[/penci_blockquote]

Ci spiega nel nostro incontro al Cala di Volpe, Mario Ferraro, amministratore delegato di Smeralda holding, società che possiede le strutture ricettive più importanti del comprensorio e i principali servizi di lusso (Hotel cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo); la Marina di Porto Cervo (fra i porti più strategici nel Mediterraneo), il Pevero Golf Club, il Cantiere Navale; e poi spazi commerciali, uffici, appartamenti, bar e ristoranti e il 51 per cento di una joint venture con 2.300 ettari di terreni di costa. Un patrimonio naturale intatto.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Mario Ferraro, amministratore delegato di Smeralda holding”]Essendo la Costa Smeralda una meta turistica privata, dunque un maxicondominio, il consorzio all’interno dell’area si sostituisce alla pubblica amministrazione per la gestione di molti servizi: illuminazione, verde, prevenzione incendi, sicurezza e altri ancora.[/penci_blockquote]

Ferraro passa subito ad aggiornarci sulla situazione delle infrastrutture, in particolare sulla pedonalizzazione e sulla rete di marciapiedi che serviranno anche a connettere molti borghi fin qui isolati (creando anche nuovi spazi di aggregazione, concetto caro al sindaco).

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Mario Ferraro, amministratore delegato di Smeralda holding”]Sono già pronti 15 km di camminamento e altri 30 saranno realizzati nei prossimi tre anni, quando sarà possibile passeggiare dal Pitrizza al Romazzino (i due punti estremi più lontani).[/penci_blockquote]

Di fatto ora è già possibile evitare di prendere l’auto per spostarsi dal centro di Porto Cervo al mare (Porto Paglia), grazie al tratto di marciapiede già edificato. E dalla stagione 2020 arriveranno i tanto attesi parcheggi a Porto Cervo, con i primi 100 posti proprio all’ingresso di Porto Paglia. Il secondo intervento è previsto in seguito proprio in centro, l’area più carente in assoluto e congestionata in piena stagione.
La tutela dell’ambiente passerà anche attraverso la posa di due isole ecologiche a scomparsa, e dei servizi sulle spiagge. Se quest’estate sarà permesso il fumo solo in spazi delimitati e bandita la plastica monouso, dalla prossima arriveranno docce e bagni in quasi tutti i lidi e parcheggi. Non solo. Le imprese balneari potranno collegarsi dal 2020 alla rete idrica, elettrica e fognaria, riducendo così di molto l’inquinamento e l’impatto ambientale.

Nuovi alberghi e ristoranti

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Franco Mulas, area manager Costa Smeralda&General Manager Hotel Cala di Volpe”]Per competere con altre aree turistiche di grande appeal del Mediterraneo come Ibiza, ad esempio, bisogna rendere la località più attrattiva e puntare su nuovi segmenti di mercato. In particolare sui millennials, che sono il 27 per cento della nostra clientela acquisita e che statisticamente cenano fuori casa cinque volte la settimana.[/penci_blockquote]

Approfondimenti:

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