Parco Sculture del Chianti: l’arte contemporanea nel cuore del bosco

di Elena Cattaneo

Un dettaglio dell'anfiteatro del Parco Sculture del Chianti, da dove si può cominciare e terminare il percorso di visita.
Un dettaglio dell'anfiteatro del Parco Sculture del Chianti, da dove si può cominciare e terminare il percorso di visita.

A pochi chilometri da Siena, dove le vigne lasciano il posto a un fitto bosco di querce, alla scoperta del Parco Sculture del Chianti. Un percorso sensoriale che unisce creatività globale e paesaggio toscano, oggi arricchito da una nuova Galleria e da una visione giovane e dinamica

Siamo abituati a pensare al Chianti come a un mosaico ordinato di vigne, oliveti e borghi medievali. Eppure, addentrandosi nel territorio di Pievasciata, lo scenario cambia: la natura si fa più selvaggia e accoglie un dialogo inaspettato con l’arte contemporanea. Il Parco Sculture del Chianti, inaugurato nel 2004 e inserito da National Geographic tra i dieci parchi più belli al mondo, offre proprio questo: uno sguardo nuovo e armonioso su una zona celebre in tutto il mondo, ma qui capace di svelare un’anima inedita.

Concedersi uno sguardo nuovo sul Chianti

All'ingresso del Parco Sculture del Chianti, il teatro (inaugurato nel 2009) sfrutta una conca naturale del territorio.
All’ingresso del Parco Sculture del Chianti, il teatro (inaugurato nel 2009) sfrutta una conca naturale del territorio.

Oggi il Parco ospita 26 installazioni permanenti realizzate da artisti provenienti da oltre 20 paesi e 5 continenti. Ciò che rende questo luogo unico è la natura site-specific degli interventi: ogni artista ha visitato il bosco, ha scelto il proprio angolo di terra e ha progettato l’opera affinché risuonasse con la luce, la vegetazione e la topografia del sito. Il risultato è un museo a cielo aperto che si estende su circa 7 ettari, dove materiali diversi (dal vetro colorato all’acciaio corten, dal travertino al neon) convivono con il ciclo vitale dei lecci e delle querce.

Ad accogliere i visitatori oggi è la giovane direttrice, Chiara Bozzi, che dal 2023 guida il parco con un entusiasmo contagioso. È lei a raccontare come questa oasi, nata dall’intuizione di Piero e Rosalba Giadrossi, stia vivendo una nuova stagione di fermento, capace di aprirsi a linguaggi sempre più attuali e di evolvere insieme alla foresta che la ospita.

Un’esperienza da vivere: l’Anfiteatro e il bosco

Nel Parco di Sculture del Chianti un'opera di Nicolas Bertoux composta da una serie di blocchi di marmo bianco di Carrara.
Coin de Bois Blanc è l’opera di Nicolas Bertoux composta da una serie di blocchi di marmo bianco di Carrara: la si incontra risalendo il sentiero verso la fine del percorso.

La visita inizia in un luogo di sosta e condivisione: l’Anfiteatro. È uno spazio vivo, dove non è raro vedere famiglie e bambini che giocano tra i gradoni, animando un’architettura nata per ospitare concerti e laboratori. I gradoni stessi sono realizzati in lastre di marmo e granito provenienti da tutto il mondo, quasi a voler simboleggiare la natura internazionale del progetto. È il preludio perfetto prima di incamminarsi nel silenzio del bosco.

Il percorso si snoda lungo un sentiero dove le opere vengono incontro al visitatore durante il cammino. Alcune installazioni, come il celebre “Labirinto” in vetro o il “Ponte inclinato”, invitano all’interazione fisica, mentre altre vanno trovate con curiosità, addentrandosi di qualche metro tra la vegetazione. Realizzate per vivere più appartate, queste opere sono ormai perfettamente integrate: il muschio le accarezza e la luce che filtra dalle fronde ne modifica l’aspetto a ogni ora del giorno

Al Parco Sculture del Chianti un'opera di Federica Marangoni, Rainbow Crash, una delle prime artiste a realizzare opere multimediali.
Al Parco Sculture del Chianti un’opera di Federica Marangoni, Rainbow Crash, una delle prime artiste a realizzare opere multimediali inserendo televisori e video degli anni Settanta.

La nuova Galleria e le mostre temporanee

Il 2024 ha segnato un traguardo importante: i 20 anni di attività. Per celebrare questo anniversario, il Parco Sculture del Chianti ha inaugurato una nuova Galleria, uno spazio dedicato alle mostre temporanee che amplia l’offerta culturale oltre la collezione permanente. Fino al 30 giugno 2026, la Galleria ospita la mostra personale di Li Yungfeng, dal titolo “L’amore non viene mai meno”.

Il progetto espositivo dell’artista di origine cinese intreccia arte, memoria e identità. Al centro della ricerca di Li Yungfeng si trova la scrittura Dongba, l’antico sistema pittografico del popolo Naxi (Patrimonio Unesco), i cui segni evocano un rapporto diretto tra cultura e paesaggio. Ne nasce una riflessione profonda sulla figura femminile e sul rapporto con la natura, dove i motivi grafici diventano “tracce” lasciate nel tempo, perfettamente in sintonia con lo spirito del Parco.

Al Parco Sculture del Chianti, la mostra temporanea (aperta fino al 30 giugno 2026) è "L'amore non viene mai meno" dell'artista cinese Li Yungfeng.
Al Parco Sculture del Chianti, la mostra temporanea (aperta fino al 30 giugno 2026) è “L’amore non viene mai meno” dell’artista cinese Li Yungfeng.

Il Parco Sculture del Chianti è la meta ideale per chi cerca una passeggiata semplice ma densa di sorprese. È un invito a riscoprire il piacere della scoperta, dove ogni installazione è una finestra su mondi lontani, incorniciata dalla bellezza intramontabile delle colline senesi. Che sia per un evento nell’anfiteatro o per una camminata solitaria tra le sculture, il Parco regala un’esperienza di totale immersione, dove il silenzio del bosco diventa la colonna sonora di un viaggio artistico indimenticabile.

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