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Il Parco delle Madonie: tra mare e monti

di Redazione Ville&Casali

Il Parco delle Madonie è un tesoro accessibile di biodiversità montana. Un paesaggio di boschi, coltivazioni a vite, ulivo, nocciolo e manna. Colline verdi percorse da venature, come increspature di mare. In un weekend nel Parco delle Madonie si può inseguire, di borgo in borgo, un tema, oppure tanti: natura, enogastronomia, arte, all’incrocio di culture millenarie – siciliana, greca, bizantina, araba, normanna e barocca. Dei quindici comuni che cingono il Parco delle Madonie, il nostro viaggio, tocca Palermo, Cefalù, Castelbuono, Polizzi Generosa, Petralia Soprana e Sottana.


A Palermo la mattinata è dedicata alla cucina di un pranzo siciliano. Buon maestro è lo chef Vincenzo Clemente. Nel suo ristorante Cin Cin raccoglie con la madre Lucia l’eredità della cucina ‘povera’ palermitana e organizza cooking classes. Nella rapsodia di colori, profumi e grida del mercato del Capo, ci guida all’acquisto di pesce, ricotta, ortaggi, spezie, agrumi. C’è tempo per un aperitivo con crocchette di patate e panelle. Poi in cucina, sorseggiando un bianco Zagra (Tenuta dell’Abate), prepariamo caponata, spaccatelle con pesto alla Ericina, sformatino di ricotta con zucca, zucchine e menta, sarde a beccafico con pinoli e arancia, e un semifreddo alla mandorla con fragoline di Ribera. Nel pomeriggio, dopo un passaggio a Palazzo Riso, museo d’arte contemporanea in via Vittorio Emanuele, si ammira la chiesa della ‘Martorana’, fulgida di mosaici greco-bizantini. Irrinunciabile una visita alla Cattedrale. Da via Roma, grande viale del Teatro Biondo e dei negozi, è splendido perdersi nel chiostro quattrocentesco di Sant’Anna, che dal 2010 ospita la Galleria d’arte moderna.

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L’indomani siamo a Cefalù, la Kephaloidion della Magna Grecia. Sulla Rocca, al cospetto del tempio megalitico di Diana e del castello del XIII secolo, il C.E.A. (Centro di educazione ambientale) di Legambiente “Cefalù & Madonie” (tel. 339.1347769), organizza escursioni con guide naturalistiche e speleologiche. Il primo borgo dell’entroterra è Castelbuono. Solo qui si coltiva la manna, secondo tradizioni vetuste. Tra giugno e agosto, la dolce linfa del Fraxinus ornus e angustifolia si solidifica in stalattiti. I ‘cannoli di manna’, ottimi per i diabetici e per l’intestino, sono l’ingrediente dei prelibati torroncini della pasticceria Fiasconaro, specializzata anche nel panettone.

Il belvedere schiude un panorama maestoso, dalle valli madonite all’Etna. Polizzi Generosa, così appellata da Federico II di Svevia, fu amata da sovrani come l’imperatore Carlo V, ed è cittadina natale della famiglia Scorsese e dello stilista Domenico Dolce. La “porta del Parco delle Madonie” è equidistante tra Palermo e Catania e domina i due rami del fiume Imera con la rocca e il castello normanni. Prodotti locali sono le nocciole, i fagioli a Badda, bicolori, e lo sfoglio, dolce con formaggio tuma, cannella, zuccata e cioccolato.

È uno scrigno di tesori il Parco delle Madonie. Come i trenta superstiti di Abies nebrodensis, nel Vallone Madonna degli Angeli, o l’Anfiteatro della Quacella, sito dolomitico con 1.600 delle 7 mila specie di piante presenti in Italia. Con il Parco avventura, la vacanza si apre a equitazione, biking, arrampicate, costruzione di rifugi.

di Cristina Gattamorta

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