Il Giardino dei Tarocchi, un parco esoterico sulla collina di Capalbio

di Giorgia Marino

L’estate non è solo mare. Per chi ha voglia di esplorare, la campagna italiana è piena di luoghi “segreti”, poco battuti, isolati, ma che nascondono veri e propri tesori. È il caso del Giardino dei Tarocchi, nell’entroterra della Maremma. È un parco artistico che sorge sul lato meridionale della collina di Garavicchio, nel comune di Capalbio. L’artista franco-americana Niki de Saint Phalle (scomparsa nel 2002) lo ha realizzato nell’arco di oltre vent’anni, raffigurando in 22 ciclopiche sculture gli Arcani Maggiori dei Tarocchi.

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La visione e la storia

La costruzione del Giardino dei Tarocchi comincia nel 1979. La visione di Niki de Saint Phalle però nasce molto prima. «Nel 1955 – scrive – andai a Barcellona e vidi per la prima volta il meraviglioso Parco Güell di Gaudí. Capii che mi ero imbattuta nel mio maestro e nel mio destino: tremavo in tutto il corpo. Sapevo che anche io, un giorno, avrei costruito il mio giardino di gioia, un piccolo angolo di paradiso. Un luogo di incontro tra l’uomo e la natura».
Il sogno comincia a diventare realtà grazie al contributo di Carlo e Nicola Caracciolo, che mettono a disposizione dell’artista un terreno in Toscana, a Capalbio appunto.
Dal 1979 al 2002, anno della sua morte, Niki de Saint Phalle lavora alla realizzazione delle sue sculture. Completamente autofinanziata, la costruzione del Giardino dei Tarocchi ha però potuto contare negli anni sull’aiuto di un’equipe di amici artisti e sul contributo volontario della gente del posto.

Un viaggio onirico

Le 22 sculture, alte fra i 12 e i 15 metri, hanno un’anima di ferro e cemento e sono rivestite dentro e fuori da mosaici di vetri colorati e pregiate ceramiche. Tutte sono percorribili e alcune persino abitabili. Come la mastodontica e sinuosa Imperatrice, il cui interno tempestato da migliaia di piccoli specchi fu per diversi anni la casa e l’atelier di Niki.
Per volontà dell’artista, nel Giardino dei Tarocchi non sono previste visite guidate né percorsi prestabiliti. Ciascuno deve essere libero di perdersi fra la vegetazione e i simboli dei tarocchi. Fra Papesse, Torri, Cavalli e Imperatori, alla ricerca del proprio personale e onirico itinerario.

© Riproduzione riservata.

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