San Presto, il resort che verrà
Ad Assisi un progetto da 10 milioni di euro punta a trasformare 130 ettari, tra boschi e casali, in un country resort diffuso dedicato all’ospitalità slow
Tra i boschi del Monte Moro, a una decina di chilometri da Assisi, prende forma un progetto destinato a ridisegnare il concetto di ospitalità immersa nella natura. Il Country Resort San Presto – Paradiso nasce dall’idea di recuperare un patrimonio edilizio e paesaggistico di grande valore, trasformandolo in una destinazione capace di coniugare accoglienza, agricoltura e benessere, nel pieno rispetto dell’identità del territorio. La tenuta si trova in una posizione strategica, affacciata sulla valle umbra, tra la Basilica di San Francesco, il Monte Subasio e i principali itinerari del turismo religioso e naturalistico.

L’intervento parte da una proprietà di oltre 90 ettari con quattro antichi edifici rurali, interessati negli anni da un parziale recupero, ma il progetto guarda ben oltre. L’obiettivo è infatti aggregare proprietà limitrofe fino a raggiungere circa 130 ettari complessivi, tra boschi e seminativi, con un patrimonio edilizio di circa 3.500 metri quadrati interamente da recuperare. Il masterplan prevede la realizzazione di un borgo diffuso dove residenze, spazi per l’ospitalità, attività agricole e percorsi nella natura convivano in un unico sistema, valorizzando la storia del luogo e le sue potenzialità. Accanto al recupero architettonico, il progetto dedica particolare attenzione alla valorizzazione del paesaggio. I terreni agricoli possono essere destinati a colture biologiche, oliveti, noccioleti, tartufaie e piante aromatiche, mentre i circa 70 ettari di bosco offrono lo scenario ideale per sentieri, attività outdoor, percorsi naturalistici e iniziative dedicate al turismo esperienziale, in linea con la crescente domanda internazionale di soggiorni sostenibili e autentici.

L’investimento complessivo previsto è di circa 10 milioni di euro. L’acquisizione dell’intero compendio richiederebbe tra i 4 e i 4,5 milioni, ai quali si aggiungerebbero circa 6 milioni destinati al recupero degli edifici e alla riqualificazione del territorio. A lavori conclusi, il costo medio dell’operazione si attesterebbe intorno ai 2.800 euro al metro quadrato, un valore competitivo per un progetto di ospitalità di fascia alta immerso in uno dei paesaggi più iconici dell’Umbria. Un’iniziativa che interpreta le nuove tendenze del mercato immobiliare, sempre più orientato verso il recupero del patrimonio rurale, l’ospitalità diffusa e il turismo slow, valorizzando un territorio che conserva intatto il proprio fascino storico e naturalistico.
Articolo pubblicato su Ville&Casali di settembre 2026
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