Investire a Monopoli o a Polignano a mare?

di Alessandro Luongo

Due perle della costa Barese che attraggono Italiani ed Europei. Le facilitazioni regionali per il recupero di palazzi storici e masserie. L’effetto Covid 19

Una destinazione godibile tutto l’anno, in un territorio che spazia dagli ulivi millenari della sua campagna alla trasparenza del mare; ai riti, feste, musica, cultura, enogastronomia, all’accoglienza innata delle persone. Con una ricchezza culturale e architettonica impressionante: dalle testimonianze delle civiltà preistoriche al classico, romanico e barocco. Ecco in sintesi i tanti motivi di appeal per cui investire in Puglia. Non solo, anche gli amministratori illuminati qui hanno fatto la loro parte, dando un forte impulso allo sviluppo del turismo riqualificando il patrimonio immobiliare. L’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Loredana Capone spiega : “La nostra scelta è stata quella di puntare su investimenti in strutture ricettive e trasformare immobili di pregio storico e architettonico recuperando o ammodernando strutture già esistenti. Dal 2015, sono stati spesi in contributi oltre 838 milioni, in tutta la regione, che hanno favorito la riqualificazione di palazzi storici, masserie e strutture di pregio, grazie a due incentivi dedicati, entrambi aperti e attivi e privi di scadenza: Pia Turismo e Titolo II Turismo”.

Non a caso attori italiani e stranieri e personaggi della cultura ed economia internazionale hanno acquistato ville e masserie nei borghi della Puglia. Luoghi, persone e storie rappresentano tre elementi di forza. E il filo rosso che li lega è l’autenticità, ben visibile a Bari e negli altri borghi costieri. “Il tratto di costa del capoluogo e zone limitrofe risentono in maniera sensibile della ritrovata vocazione turistica della città dovuta principalmente alla sua peculiarità di porto di approdo di navi da crociera, ma non solo- spiega Michele D’Iasio, broker manager della Coldwell Banker di Bari. Ne è derivato uno sviluppo immobiliare a uso turistico caratterizzato da immobili di piccole dimensioni destinati a ospitare turisti per soggiorni brevi, dando così impulso alla riqualifica zione del patrimonio edilizio e alla sua commercializzazione”. E così, il mercato immobiliare turistico è andato spedito a gonfie vele fino a poco prima dell’emergenza sanitaria. I numeri confermano come la Puglia, e in particolare Bari e la sua costa, siano diventate così richieste da anni, soprattutto per la locazione, anche da parte di acquirenti stranieri. “Il 22 per cento degli investitori non sono italiani” conferma Valentina Bodini, broker owner&luxury specialist di Coldwell Banker. “Le compravendite della regione erano in crescita e la previsione per il 2020, prima del covid 19, era di un aumento del 6,7%”. Incrementi confermati da Madia Roma, titolare di Puntocasaimmobiliare di Ostuni, agenziasita nella vicinissima Valle d’Itria: “Il mercato è cresciuto quasi il doppio sia come richieste sia come transazioni siglate, con budget degli acquirenti dai 150 ai 200mila euro per immobili da ristrutturare e dai 600mila in su per immobili già ristrutturati. L’oggetto dei sogni è la masseria vicino al mare e le ville con piscina sono i beni più gettonati dagli stranieri”.

In particolare da “francesi, olandesi, inglesi e russi” aggiunge Gianluca De Bartolomeo, delle De Bartolomeo Enterprise di Bari. Umberto Licci, amministratore della omonima società immobiliare che fa parte del Gruppo FL di Monopoli, racconta di aver vissuto un “secondo boom edilizio dal 2010 in poi grazie alla nostra amministrazione e ai privati che, con grande impegno hanno saputo trasformare case fatiscenti in vere e proprie perle, mantenendo l’autenticità delle strutture e creando così accoglienza di pregio per i turisti. Motivo per cui le case vacanze oggi rappresentano uno dei maggiori indotti del settore incoming locale”. Insomma, “il vero salto di qualità è avvenuto fuori dal centro, negli agri, dove le masserie e le vecchie stalle sono diventate resort a 5 stelle”. Non è un dunque un caso che sempre lo stesso Gruppo FL di Licci abbia già venduto sulla carta tutti i bilocali di 50 metri quadri già prima ancora d’iniziare il cantiere del “Residence Borgo Verde” a Monopoli, a 300 metri dal mare, su un’area che comprenderà 300 appartamenti, un albergo di 30 camere e, infine, uno spazio commerciale di 2mila metri con verde e parco che sarà ceduto al Comune.

La regina del mercato

Da Bari sulla costa a sud, s’incontra prima Polignano a Mare, poi Monopoli, distanti fra loro solo 7 km, ma con caratteristiche molto diverse. A evidenziarle è Maurizio Carolillo, amministratore della Puglia Real Estate Management srl di Monopoli , società già titolare del marchio Pirelli RE nel sud est barese e da 20 anni attiva nel mercato degli immobili di prestigio in Puglia, anche con un ufficio dedicato a Londra. “Polignano a Mare – spiega – è rinomata per il suo piccolo centro storico e le balconate mozzafiato affacciate sull’acqua. Il suo entroterra è però piuttosto piccolo rispetto a Monopoli, e caratterizzato da coltivazioni a orto a perdita d’occhio che in qualche modo ne compromettono visivamente il paesaggio. Monopoli, invece, oltre ad essere parecchio più estesa sia come centro urbano sia soprattutto come territorio extraurbano è diventata una delle mete predilette dagli investitori immobiliari di tutto il mondo per la bellezza delle sue campagne, punteggiate di trulli e alberi di ulivo che si allungano fino al mare e dove la costa è una distesa infinita di spiagge bianchissime. Polignano è una destinazione turistica molto appetibile ma le cui proprietà più interessanti sono in gran parte concentrate nel centro storico, dove possono essere tramutate in case vacanza o in piccole attività commerciali stagionali. Monopoli offre, invece, entrambe le cose: un centro storico finemente restaurato grazie agli investimenti dei resident, diventato il’salotto’ buono di tutto il sud est barese, e una campagna meravigliosa con grandi potenzialità immobiliari, soprattutto proprietà d’interesse storico-architettonico che hanno bisogno di restauro conservativo per essere riportate agli antichi splendori”.

In definitiva Monopoli, come suggerisce lo stesso esperto Carolillo è “al momento la città ‘on fire’, in rapida ascesa nelle preferenze dei turisti stranieri che vogliono investire. Grandi o piccole che siano le proprietà, poco importa: occorre concentrarsi sulla location e su un restauro conservativo minimal, ma di gran gusto, per riportarle ai fasti di un tempo. E gli esempi non mancano”. Eppure i prezzi fra le due località non presentano grandi variazioni. Lo conferma Michele Michele D’Iasio della Coldwell Banker di Bari: “Nonostante l’incremento di valore negli ultimi anni, i valori vanno da 1.500 euro al mq per un immobile da ristrutturare fino ai 3mila per quelli rinnovati e in ottima posizione”. Una villa di 200 metri fra Monopoli e Alberobello, con panorama spettacolare e vista mare si aggira sui 350mila euro”. Certo, poi i pezzi unici fanno caso a sé. Ma Polignano a Mare ha una carta in più da giocare. La svela Modesto Guglielmi, garden designer che collabora con Gianni Birardi, landspace design di Locorotondo, architetto del verde che sta curando l’allestimento esterno di ville private, impegnato dunque nella riqualificazione della costa. “A Polignano a Mare molte dimore degli anni ’70 sono in fase di recupero e noi stiamo risanando tutte le essenze di macchia mediterranea attorno ad esse per contestualizzarle con il paesaggio esistente. Fra sei mesi o un anno vedremo dunque giardini importanti rifiorire”. Questo perché, aggiunge Guglielmi, la “Regione vuole adeguare e riprendere le caratteristiche delle tipologie abitative esistenti, come la casa a torre, il trullo, la masseria o lamia”.

Lo scenario dopo il virus

Madia Roma riferisce che “il mercato ha subito una brusca frenata per le transazioni, ma le richieste non mancano, i prezzi sono costanti e non hanno subito variazioni”. Secondo Valentina Bodini, “la ripresa del mercato immobiliare a uso turistico sarà invece legata, con un invisibile ‘fil rouge’ al rilancio del turismo e alla possibilità che siano forniteprospettive credibili di poter riprendere a viaggiare in ambito nazionale e internazionale; occorrerà capire anche quali e quante restrizioni saranno stabilite in tal senso. Ad ogni modo anche in quest’ambito nutro sentimenti di grande speranza perché il tempo perduto possa essere velocemente recuperato”. Interessante la conclusione di Umberto Licci: “Il mercato della seconda casa d’investimento a fini locativi subirà una flessione maggiore data dal calo delle tariffe e dalle presenze turistiche straniere sul territorio, mentre ci sarà un innalzamento delle richieste di seconde case per uso personale”.

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Articolo pubblicato su Ville&Casali giugno 2020

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