16 novembre 2018
Ville&Casali
Gardening Viaggi e Sapori

Garden Sharing: il campeggio nel giardino di casa

Si condivide la scrivania a lavoro, la bicicletta in condominio, l’automobile in città, il divano in soggiorno per viaggiatori avventurosi… La sharing economy non conosce confini e ora ha una nuova frontiera: il giardino di casa. La nuova pratica si chiama Garden Sharing e nasce dall’idea di una start-up marchigiana. Si tratta, in poche parole, di una piattaforma online che consente di affittare spazi privati a campeggiatori o camperisti.

Un’alternativa al campeggio tradizionale

Sei stanco del classico camping affollato? Vuoi conoscere gente e tradizioni del posto? Ti piace campeggiare a contatto con la natura? Sogni di visitare un luogo lontano dai principali itinerari turistici di massa ma non sai dove pernottare? Hai un camper o spazi all’aperto e vorresti guadagnarci anche quando non li utilizzi?

A tutte queste esigenze risponde il Garden Sharing. Il portale ideato dalla start-up di Ancona funziona secondo il modello di AirBnB, facendo da tramite fra campeggiatori e proprietari di giardini, spazi verdi e appezzamenti di terreni. Questi ultimi caricano sul sito gardensharing.it le foto e la descrizione degli spazi che vogliono affittare. Le tipologie di servizi variano dal semplice spiazzo su cui montare la tenda o sostare con il camper a sistemazioni già pronte, come yurte già montate, roulotte, casette in legno o sull’albero.

Un nuovo turismo in crescita

«Attualmente – spiegano gli ideatori – il portale vanta più di 3.000 spazi disponibili su tutto il territorio nazionale». Ma il progetto Garden Sharing ha in realtà prospettive internazionali. «Siamo partiti dal nostro territorio perché lo conosciamo bene e perché crediamo che sia necessario farlo conoscere anche ai turisti stranieri. Soprattutto a quelli provenienti da paesi come l’Olanda, l’Inghilterra e la Germania dove backpackers e viaggiatori zaino in spalla sono numerosi e desiderosi di condividere costumi e tradizioni con le persone del posto. È specialmente per loro che, fino ad ora, è stato difficile trovare spazi per soddisfare il desiderio di viaggio on the road in Italia».

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