È in edicola lo speciale Giardini & Outdoor Living 2026

di Massimo Rosati

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L’EDITORIALE

Giardini da vivere

Giardino, oggi, è una parola che ha perso rigidità e guadagnato complessità. Non indica più uno spazio da disegnare secondo regole fisse, ma un sistema vivo con cui entrare in relazione. Basta guardare i progetti raccolti in questo numerodall’Italia alla Provenza, dal Marocco agli Stati Uniti – per capire quanto sia cambiato lo sguardo dei paesaggisti.

Per secoli il giardino all’italiana ha imposto ordine alla natura: assi prospettici, geometrie, potature che trasformavano la vegetazione in architettura. Oggi il progetto lavora in direzione opposta. Non rinuncia al controllo, ma lo rende meno visibile. Il disegno c’è, ma non si mostra. L’obiettivo è costruire un paesaggio che appaia credibile, come se fosse sempre esistito, evitando qualsiasi effetto artificiale. A questa ricerca si affianca un tema ormai centrale: la sostenibilità. Non come dichiarazione, ma come criterio operativo. Selezione di specie adatte al clima, riduzione dei consumi idrici, attenzione al suolo. E, soprattutto, capacità di accogliere vita. Un giardino funziona quando diventa habitat: insetti impollinatori, uccelli, piccoli animali. Nelle città questo aspetto assume un valore ancora più concreto, perché ogni spazio verde può contribuire a ricostruire un equilibrio fragile.

Accanto al progetto del verde, cresce il ruolo dell’outdoor living. Non è più un’estensione occasionale della casa, ma una parte stabile dell’abitare. Gli arredi lo dimostrano con chiarezza: tavoli, sedute, cucine da esterno hanno raggiunto una qualità progettuale e costruttiva paragonabile a quella degli interni. Cambiano i materiali, pensati per resistere, ma non cambia l’idea di comfort. Si pranza fuori, si lavora, si ricevono ospiti, si legge. Divani, poltrone, pouf, lampade costruiscono spazi precisi, non più generici. Anche l’acqua segue questa evoluzione: accanto alle piscine tradizionali si diffondono mini-piscine e soluzioni compatte, più gestibili per dimensioni e consumi, adatte anche a terrazzi e piccoli giardini. Progettare un giardino significa allora aggiungere stanze alla casa, senza chiuderle. Spazi che funzionano perché sono pensati per essere usati, attraversati, abitati davvero. Non scenografie, ma luoghi.

Dentro questa trasformazione si riconosce una direzione chiara: vivere meglio, con più attenzione alla qualità degli spazi e al rapporto con ciò che li circonda. Una forma concreta di ‘quality living’, che passa sempre più spesso da qui: dal modo in cui scegliamo di stare all’aperto.

Pubblicazione abbinata a Ville&Casali di maggio 2026

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