Una casa pratica: progetto “smontabile”
Nel New Forest National Park in Hampshire, immersa nel bosco, c’è una villa progettata con approccio pratico, in armonia con la natura e il contesto in cui si trova.
Si chiama Forest Lodge ed è stata progettata dallo studio inglese PAD.
Colori gentili, arredi armoniosi

Così, ovunque ci si muova e ovunque si sosti nell’abitazione, lo sguardo è attratto dalla natura. Del resto, la scelta degli architetti di inserirsi nella foresta “in punta di piedi” è l’essenza stessa del progetto. Il lodge è una mobile home, un’abitazione trasportabile e prefabbricata. La sua struttura, completa di rivestimenti e arredi fissi, è divisibile in due parti, che sono state montate altrove e trasportate intere sul sito. Da una parte, la casa rispetta le norme che vietano le costruzioni edilizie all’interno dell’area naturale protetta e le regole stabilite per le abitazioni mobili dal Caravan Act del 1968.
Esigenze di vita e naturali

L’idea di base, semplice ma efficace, è stata quella di concepire la casa come parte integrante del contesto. I progettisti hanno insistito sul contatto visivo e la continuità tra interni ed esterno, dando vita a uno spazio permeabile, il più possibile senza confini. Le pareti definiscono il perimetro di un volume che è una sorta di osservatorio, una camera ottica capace di disegnare nuove inquadrature sulla natura circostante.

Spazio: la chiave per una casa pratica
Lo spazio fluisce in senso longitudinale e tutto, negli interni, contribuisce a sottolineare questa continuità. Ci sono i listelli di quercia che corrono paralleli sul pavimento e sul soffitto e le superfici lisce del rivestimento esterno dei mobili della cucina. Ma c’è anche la natura incorniciata alla fine del corridoio, quasi a sottolineare che la casa è di per se stessa uno spazio passante, una sosta lungo un cammino nel parco.

Un’attenta ripartizione degli spazi
Per ripartire gli spazi, per ospitare gli impianti e per realizzare gli arredi fissi di contenimento (armadi e librerie) sono stati usati setti che dividono trasversalmente l’edificio.
Progettato con questi presupposti, il Forest Lodge non poteva che essere pensato per soddisfare anche gli standard della “casa passiva”. Sul tetto ci sono pannelli fotovoltaici che permettono la produzione di acqua calda, riscaldamento ed energia elettrica in quasi totale autonomia. Un altro modo per tagliare fuori il resto del mondo e ritagliarsi un angolo di pace in armonia con l’ambiente. D’altra parte sarebbe difficile non sentire la natura parlare, in un luogo come questo.
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