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20 Settembre 2019
Ville&Casali
Storie

Cella Grande: il Piemonte che non conosci

Il Piemonte è forse la regione che vanta il maggior numero di zone vinicole di qualità, alcune note, altre meno, ma non certo di minore valore. Nel biellese, ad esempio, sulle rive del lago Viverone, l’azienda Cella Grande è proprio una di queste. Già, il colpo d’occhio è quanto mai suggestivo: la sede è un antico convento del XII secolo, costruito dai monaci; tutt’intorno, a digradare verso il lago, i vigneti e l’oliveto, sullo sfondo le Alpi valdostane.

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I cinque ettari di vigna di Cella Grande sono tutti coltivati a Erbaluce, una varietà a bacca bianca autoctona dalle grandi potenzialità che la cantina declina come vino fermo secco, come passito e come spumante, sia nella versione rifermentata in autoclave (Metodo Charmat lungo), sia in bottiglia (Metodo Classico, tra l’altro con maturazione sui lieviti di ben 36 mesi e rémuage e sboccatura manuali). Ma non solo. Il vino da sole uve Erbaluce è stato addirittura il primo bianco a ottenere la DOC in Piemonte.

Invece, la passione del titolare per le bollicine l’ha portato ad aggiungere una nuova etichetta in gamma, addirittura un rosé, il Francigeno di San Michele Brut, altro Metodo Classico nel quale l’Erbaluce costituisce sempre la base importante. La vinificazione avviene con sistemi moderni che permettono di preservare le caratteristiche dell’uva e la finezza dei suoi profumi.

di Alberto Lupetti

Leggi la scheda della cantina Cella Grande

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