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11 Settembre 2019
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Investire in Franciacorta
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Investire in Franciacorta: agli stranieri piace

Anche se il lago di Iseo non è ancora noto come il lago di Como, certo è che qualcosa “sta bollendo in pentola” e investire in Franciacorta sta diventando di tendenza.

Pur considerando, peraltro, che il lago d’Iseo non è proprio nel cuore della Franciacorta, ma è comunque un suo volano, il ponte galleggiante del progetto “The Floating Piers” di Christo qui ha di sicuro portato una ventata positiva.

Attirando, nello specifico, l’attenzione di clienti stranieri (che prima non c’era mai stata), soprattutto di europei, ma anche americani.

Lo assicurano gli agenti immobiliari più ottimisti, anche se non proprio tutti sono così entusiasti.

C’è anche chi dice che questo “nuovo affaccio” sia ancora troppo timido per influire sulla tendenza positiva del mercato immobiliare franciacortino.

È un segnale, però, che deve essere colto da chi è in aria di investimento.

La ripresa si fa sentire, per lo meno come interesse”, assicura Oscar Ferrari, di Studio Immobiliare Ferrari a Iseo, che vende e affitta immobili, soprattutto di prestigio, sul lago d’Iseo, in Franciacorta e in tutta la provincia di Brescia.

Vero è”, continua, “che la gente è molto più informata e molto più esigente e stanno arrivando clienti stranieri, soprattutto europei, come svedesi, inglesi, olandesi, tedeschi. Anche svizzeri”.

Fattore, questo, di novità, visto che il mercato della domanda in Franciacorta è da sempre storicamente per lo più italiano.

Cosa chiedono maggiormente?”, prosegue Ferrari, “Immobili spaziosi, la vista, niente barriere architettoniche. Cambia da cliente a cliente. Noi vendiamo appartamenti e ville a schiera, per quest’ultime i clienti chiedono l’indipendenza almeno su tre lati. Un esempio di buon investimento? Un casale tipico e ristrutturato di circa 300 mq coperti, su due livelli e con terreno annesso di 20mila metri, può costare dagli 800mila euro in su. Altrimenti ci sono quelli da ristrutturare della stessa superficie, che partono dai 450mila euro, per un ipotetico valore finito di un milione di euro. Un investimento, vicino al lago che comunque fa la differenza”.Investire in Franciacorta

Anche secondo Margherita Bombardieri di Engel&Voelkers il progetto “The Floating Piers” di Christo ha portato una positiva ventata straniera all’orizzonte franciacortino.

Gli italiani acquistano in Francicorta soprattutto la prima casa, mentre di recente, soprattutto sul lago d’Iseo, si stanno affacciando gli stranieri, per lo più tedeschi e qualche inglese, ma anche svizzeri, americani, olandesi, danesi, norvegesi. Forse la Franciacorta non è ancora conosciuta come la Toscana, anche se da poco si è diffuso un suo brand che si sta espandendo. Più richieste alcune zone, come Sulzano, ad esempio, e i servizi, la classe energetica A o B, comunque ancora difficile da trovare in Franciacorta, la piscina, che è un valore aggiunto, il giardino, delle buone finiture e soprattutto la posizione”.

I prezzi calano e si va ad investire in Franciacorta

La tipologia più gettonata?

“Ville singole o bifamiliari, e attici, per immobiliare di Engel&Voelkers, “i prezzi sono calati di almeno il venti per cento e il problema è il punto di incontro tra domanda e offerta”.

Più drastico Francesco Zaccagni, titolare di Immobiliare “Il Maniero”, secondo il quale “oggi si possono fare investimenti molto interessanti grazie al calo di prezzi, sceso in certi casi addirittura del 50 per cento. Dal bilocale che una volta costava 130mila, e oggi vale 70mila, alla villa da mille e una notte che dai 6 milioni di euro di un tempo, oggi si vende alla metà. Lo stesso vale per un palazzo da 19 milioni di euro come prima richiesta, che oggi con solidieci milioni di euro lo si porta via: ripeto, in molti casi c’è una riduzione del 50%”.

Infine il consiglio: “Cosa rende più duraturo un investimento? La location giusta, la vista lagoo la vista vigneti”.

E occhio agli stranieri, anche per Zaccagni sono più presenti, secondo lui soprattutto dalla Danimarca. L’importante è che arrivino e investano.

 

 

A cura di MARIA PAOLA GIANNI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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