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12 Ottobre 2019
Ville&Casali
Restauro storico a Vacciago
Ristrutturazioni

Restauro storico: un palcoscenico domestico

Lo scenario è decisamente incantevole. Ci troviamo a Vacciago, frazione di Ameno, un paese affacciato sul lago d’Orta, il più romantico e suggestivo dei laghi del Nord Italia. Qui è situato un piccolo borgo edificato nei primi decenni del 1600 da nobili e facoltose famiglie milanesi che lì si rifugiarono per sfuggire alle epidemie di peste bubbonica che allora imperversavano.

Restauro storico a VacciagoLa maggior parte degli edifici sono circondati da alte mura che, all’interno, nascondono cortili e giardini segreti in passato collegati tra di loro da gallerie sotterranee costruite per consentire una vita sociale tra le famiglie, evitando il contatto con l’esterno e, quindi, il possibile contagio. Palazzo dei Leoni così chiamato per lo stemma nobiliare che sovrasta il portale d’ingresso rinvenuto durante il restauro, è un edificio che nel corso dei secoli ha subito diversi passaggi di proprietà. Fu residenza estiva del critico d’arte milanese Raffaello Giolli, nonché luogo d’incontro per gli amici artisti e intellettuali fino alla fine degli anni ’40.

Una storia illustre

Oltre a questo, fu adibito a colonia estiva fino ai primi anni ’90 e, in seguito, abbandonato. È facile immaginare le condizioni di stravolgimento e degrado in cui versava quando gli attuali proprietari lo acquistarono nel 2010. Gli stessi, due ex pubblicitari alla ricerca di un’oasi di pace non troppo lontana da Milano, provarono il classico colpo di fulmine per il luogo e per l’edificio che, nonostante i tanti sfregi subiti nel tempo, conservava ancora intatti molti dettagli di grande fascino. La ristrutturazione è stata, quindi, affidata all’architetto Giovanni Triberti che ha impiegato circa due anni di lavori per riportare il palazzo agli antichi splendori. “Siamo riusciti a trasformare l’antico palazzo in una residenza contemporanea dotata di tutti i comfort, mantenendone tuttavia il sapore e il fascino”, racconta lo stesso architetto.

Restauro storico a Vacciago“I materiali originali sono stati recuperati e reintegrati dove mancanti e tutti gli impianti sono stati realizzati in modo da non intaccare i preziosi dettagli”. Il palazzo si sviluppa oggi su tre piani e presenta una facciata esterna alquanto semplice, mentre all’interno è riccamente decorato. Al piano terra, oltrepassato l’imponente portale d’ingresso, si entra in un cortile e in un piccolo giardino sui quali si affacciano un grande studio, la sala da pranzo, un bagno per gli ospiti e una grande cucina caratterizzata da un camino monumentale originario dell’epoca di costruzione. I pavimenti, anticamente in seminato ma distrutti dalle precedenti ristrutturazioni, sono in parquet di rovere antico.

Tracce di antichità

Nel cortile si trova poi una grande camelia che, in primavera, regala fioriture eccezionali e sugli alti muri perimetrali le piante di glicine e gelsomino danno l’effetto di un giardino verticale.

Tra il verde, poi, una siepe di bosso incornicia un pozzo del ‘600 sovrastato da un’enorme betulla e da palme e piante di sambuco. Diverse piante di ortensia rallegrano nei mesi estivi con le loro fioriture sia il cortile che il giardino, luogo di privacy e relax dove pranzare con gli amici o semplicemente rilassarsi leggendo un libro. Sempre al piano terra, in quelli che originariamente erano la galleria di collegamento con il palazzo a fianco e le cucine, è stata realizzata una SPA con piscina riscaldata con idromassaggio e annesso bagno turco, oltre a docce e servizi.

Restauro storico a VacciagoTutto è stato rivestito con il raro travertino bianco lasciato volutamente grezzo, così come in tutti i bagni della casa.

Al primo piano troviamo un grande salone con camino, un bagno di servizio e due camere da letto con bagni en suite, realizzati creando delle quinte per consentire la visione completa dei soffitti a cassettoni decorati. Anche qui i pavimenti sono in parquet antico.

Il secondo piano è invece composto da altre due camere da letto con bagni e cabine armadio, entrambe collegate al locale biblioteca tramite il bellissimo portico che si affaccia sui tetti di ardesia dei palazzi circostanti e sul campanile della chiesetta barocca adiacente.

“La biblioteca, poi”, afferma Triberti, “è un ambiente decisamente particolare, visto che da qui si gode di una vista spettacolare sul lago e sull’isola di S. Giulio e da lì si possono ammirare incredibili tramonti. Qui”, continua l’architetto, “così come nella stanza a fianco e nel ballatoio, abbiamo conservato i pavimenti originali in seminato e, come in tutta la casa, sono stati recuperati gli affreschi e i decori alle pareti e sui soffitti”.

 

 

 

 

di ALDO MAZZOLANI foto di CORRADO BONOMO

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