18 ottobre 2018
Ville&Casali
Progetti

Una villa a Bali sulle risaie

Questa villa a Bali è la prima che l’architetto romano, Stefano Dorata, ha progettato due anni fa in Asia, dove ora sta anche costruendo e arredando un albergo. Il committente è un imprenditore italiano, ex pilota di rally, che ha deciso di vivere nell’isola indonesiana dieci mesi l’anno e non solo tra settembre e dicembre, il periodo migliore, insieme alla primavera, per un viaggio in Indonesia. Il clima a Bali è tropicale e le temperature sono alte tutto l’anno e bisogna evitare le piogge, anche se il sole non manca mai. La villa si trova a Canggu, a cinque minuti dall’omonima spiaggia, lunga una decina di chilometri, e dista 10 km dalla animata città di Kuta. Il villaggio di Canggu abbraccia l’oceano, ed è apparso sulle mappe turistiche solo recentemente. Può considerarsi il luogo più hippy dell’isola, preferito dagli Expats, gli stranieri alla ricerca di una nuova stagione della propria vita, soprattutto australiani, che stanno costruendo ville moderne tra lussureggianti risaie, raggiungibili solo attraverso strade sterrate. 

Canggu è l’insieme di tre villaggi con proprie spiagge: Berawa Beach, Batu Bolong and Echo Beach, costeggiate da una strada molto trafficata chiamata Jalan Raya Canggu che va verso nord. Spiagge candide, immerse in un paesaggio lussureggiante, ricco di foreste. A 20 minuti da Echo Beach c’è poi uno dei più bei templi di Bali, Pura Tanah Lot, sul cocuzzolo di uno scoglio, da ammirare soprattutto al tramonto.

In questo angolo di paradiso sorge Villa Venus, la costruzione così denominata dall’ex pilota italiano, realizzata in sei mesi dall’architetto Dorata con la collaborazione di un’azienda edile locale che ha impiegato anche 40 persone contemporaneamente. Dorata racconta di essere stato affascinato dal luogo confinante con un fiume e con vista sulle risaie, vicino al mare. L’architetto ha progettato una villa coloniale dallo stile classico, con ampie vetrate, curando l’assialità, la simmetria e la prospettiva, facendo dialogare l’interno con l’esterno, per innescare emozioni e forti effetti cromatici. 

«La villa è su due livelli – spiega l’architetto Dorata a Ville&Casali – con il living, la sala pranzo e la cucina al piano terra e due camere da letto con due bagni e spogliatoi al primo piano. Nel seminterrato ci sono i locali tecnici e un altro paio di stanze». In tutto la casa dispone di una superficie di circa 250 mq ed è sufficiente per una coppia che ogni tanto invita degli amici. «Per essere meno invadente possibile rispetto al paesaggio – aggiunge l’architetto romano – ho pensato a un progetto a pianta quadrata, bianco, con grandi vetrate, un loggiato sul fronte principale che guarda la piscina di circa 30 mq e il fiume, con la capacità di mimetizzarsi nel paesaggio. La vista spazia su tutta la risaia».

E conclude: «Ho cercato di dare ai proprietari e agli ospiti della casa la possibilità di godere di tutto ciò di cui sono circondati, non solo verso l’esterno, ma anche verso l’interno della villa. Le camere da letto, oltre che sul paesaggio, si affacciano pure sul soggiorno a doppia altezza». La sensazione che si ha in questa villa è di vivere in spazi dove «l’interno è meno interno e l’esterno è meno esterno», aggiunge Dorata, come avviene in molte case tropicali dove addirittura le pareti non esistono. 

La costruzione è stata realizzata con materiali locali, con l’impiego di molti legni, come il teak o il suar, molto resistenti e ideali per stare all’aperto. Materiali che l’architetto romano ha utilizzato sia per gli elementi strutturali sia per progettare i parapetti o i mobili. Il pavimento è stato costruito con una pietra locale color travertino, chiamata Ujung Pandang. Sia gli infissi che le tende di lino sono stati acquistati localmente. L’arredamento è contemporaneo, sobrio e lineare, ispirato ai costumi coloniali ma arricchito di elementi d’arte, e di oggetti locali o vintage. 

di Enrico Morelli, foto di Giorgio Baroni

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