Tra le Colline del Prosecco: 3 storiche ville venete da visitare nella zona di Conegliano

di Elena Cattaneo

Villa Gera Sinopoli, a due passi dal Castello di Conegliano, è una delle tre ville venete raccontate nell'articolo.
Villa Gera Sinopoli è una delle ville venete più affascinanti e rappresentative del territorio coneglianese.

Dai capolavori di Andrea Palladio alle dimore d’epoca incastonate tra le colline Patrimonio Unesco: un itinerario alla scoperta delle ville venete più affascinanti della Marca Trevigiana

Nata tra il Cinquecento e il Settecento come risposta strategica della Repubblica di Venezia ai mutamenti dei commerci marittimi, la Civiltà della Villa Veneta ha trasformato l’entroterra in un operoso e sublime paesaggio culturale. Nelle campagne trevigiane e lungo le pendici ricoperte di vigneti, le ville venete non erano soltanto luoghi di villeggiatura e rappresentanza per la nobiltà, ma i veri centri nevralgici della produzione agricola e vinicola del territorio. Se stai programmando un viaggio tra i rilievi di Conegliano e Valdobbiadene, ecco tre dimore d’eccezione per immergersi nell’arte, nella storia e nel fascino della regione.

Villa Gera Sinopoli: l’eleganza neoclassica a due passi dal Castello di Conegliano

Villa Gera, una delle tre ville venete da visitare, è stata inaugurata nel 1827 e si trova all’interno dell’antica cinta muraria di Conegliano.
Villa Gera, inaugurata nel 1827, si trova all’interno dell’antica cinta muraria del Castello e da qui domina la città di Conegliano.

Situata in una posizione panoramica straordinaria nel cuore della città, Villa Gera Sinopoli è una delle ville venete più affascinanti e rappresentative del territorio coneglianese. Progettata nel 1827 dal celebre architetto Giuseppe Jappelli, la dimora sorge a ridosso dello storico Castello di Conegliano, dominando il paesaggio circostante.

L’edificio esprime al meglio la sensibilità neoclassica, coniugando il rigore delle forme con la bellezza del parco che lo circonda. Dopo un attento ciclo di interventi, la villa ha riaperto le sue porte ai visitatori, offrendo l’opportunità unica di riscoprire un’architettura che dialoga direttamente con la storia cittadina e con la tradizione vitivinicola del comprensorio.

Villa Barbaro di Maser: il capolavoro palladiano affrescato dal Veronese

Tra le ville venete da non perdere, Villa di Maser fu concepita attorno al 1550 dall’architetto Andrea Palladio come sede prestigiosa della tenuta agricola dei fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro.
Per la decorazione furono chiamati il pittore Paolo Veronese e lo scultore Alessandro Vittoria.
Tra le ville venete da non perdere, Villa di Maser fu concepita attorno al 1550 dall’architetto Andrea Palladio come sede prestigiosa della tenuta agricola dei fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro.

A breve distanza da Asolo e perfettamente integrata nel paesaggio collinare trevigiano, Villa Barbaro di Maser rappresenta una delle vette più alte tra le ville venete firmate da Andrea Palladio. Progettata attorno al 1550 per i fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro, la struttura fonde con armonia millimetrica il corpo residenziale centrale e le barchesse laterali destinate ai servizi. Per la decorazione furono chiamati il pittore Paolo Veronese e lo scultore Alessandro Vittoria.

Oltre alla perfezione delle proporzioni architettoniche, la villa custodisce un patrimonio artistico inestimabile: gli interni ospiti di punta accolgono gli straordinari affreschi a trompe-l’œil realizzati da Paolo Veronese e le decorazioni in stucco di Alessandro Vittoria. Il complesso, arricchito dal monumentale Tempietto e dalla Fontana del Nettuno, è riconosciuto come Patrimonio Mondiale Unesco.

Villa Emo a Fanzolo: il perfetto equilibrio tra simmetria e vita di campagna

Tra le ville venete da visitare, realizzata su disegno di Andrea Palladio, Villa Emo a Fanzolo costituisce una delle espressioni più pure e compiute del concetto di dimora di campagna cinquecentesca.
Realizzata su disegno di Andrea Palladio, Villa Emo a Fanzolo costituisce una delle espressioni più pure e compiute del concetto di dimora di campagna cinquecentesca.

Realizzata su disegno di Andrea Palladio, Villa Emo a Fanzolo costituisce una delle espressioni più pure e compiute del concetto di dimora di campagna cinquecentesca. La datazione precisa del complesso è stata a lungo dibattuta, ma gli studi più recenti ne collocano la costruzione tra il 1556 e il 1559. Una pergamena conservata nell’archivio Emo-Capodilista, datata 1559 e firmata dal committente Leonardo Emo, testimonia la richiesta di una permuta di terreni per delimitare la proprietà, un’operazione che tradizionalmente sanciva la conclusione dei lavori edili. La certezza definitiva risale al 1570, anno in cui la villa viene illustrata nel celebre trattato I Quattro Libri dell’Architettura dello stesso Palladio.

Immersa in un grande parco e incorniciata da un curato giardino all’italiana, la struttura fu concepita per unire la solennità di una residenza nobiliare alla concreta funzionalità di un’azienda agricola. La facciata, di una sobrietà ed eleganza senza tempo, introduce a interni finemente decorati dagli affreschi di Giovan Battista Zelotti, uno dei più stretti collaboratori del Veronese. La continuità tra gli ambienti della casa, le barchesse e i campi coltivati rende questa tappa imprescindibile per chiunque desideri comprendere l’architettura delle ville venete nel loro contesto originale.

Scopri il reportage completo: L’itinerario integrale tra le meraviglie architettoniche, le cantine storiche e i borghi segreti delle Colline del Prosecco ti aspetta sul numero di Ville&Casali di settembre.

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