Maison & Objet Parigi e una pausa culturale da non perdere alla Bourse de Commerce
Durante i giorni di Maison & Objet Parigi, appuntamento di riferimento per il design internazionale, la città diventa un laboratorio diffuso di cultura visiva. Tra le esperienze da non perdere, abbiamo selezionato la visita alla Bourse de Commerce con la mostra Minimal
Maison & Objet Parigi è uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per il mondo del design contemporaneo. Accanto ai padiglioni fieristici, però, Parigi offre anche occasioni culturali capaci di ampliare lo sguardo e di dialogare in modo diretto con i temi della fiera. Tra queste, abbiamo scelto la Bourse de Commerce – Pinault Collection, con la mostra Minimal. Una tappa particolarmente significativa (da inserire in agenda per chi è in città in quei giorni) dalla doppia valenza: permette di vedere l’esposizione nei suoi ultimi giorni di apertura e di visitare l’edificio storico trasformato nel 2021 su progetto di Tadao Ando.
Maison & Objet Parigi: il design tra memoria e trasformazione
Dal 15 al 19 gennaio 2026, Maison & Objet Parigi torna a interrogarsi sul ruolo del design attraverso il tema Past Reveals Future. Un invito a guardare alle radici del progetto per comprendere le direzioni future, riportando al centro il valore della materia, del gesto e del sapere artigianale.
In questa edizione, il design non è inteso come semplice successione di oggetti, ma come processo continuo: una trasformazione lenta, incarnata, in cui ogni creazione conserva la traccia di una storia in divenire.

Distribuita su sette padiglioni e sei settori, la fiera costruisce un percorso articolato che riflette la complessità crescente del progetto contemporaneo. Nei padiglioni 1 e 2, “Signature & Projects” concentra l’offerta high-end e hospitality, mentre “Decor & Design”, che si diffonde tra i padiglioni 3, 4 e 5A, si configura come un grande atlante dell’abitare, tra arredi, illuminazione, tessili e tableware. “Craft” mette in luce pratiche artigianali sperimentali e “Fragrance & Wellness” e “Fashion & Accessories” esplorano il dialogo tra design, corpo e sensorialità. “Gift & Play”, infine, intercetta nuovi linguaggi dell’oggetto narrativo e del dono.
Harry Nuriev: Designer of the Year
Al centro dell’edizione di gennaio 2026 di Maison & Objet Parigi c’è la figura di Harry Nuriev, eletto Designer of the Year, la cui ricerca incarna in modo esemplare il tema Past Reveals Future. Attraverso il suo manifesto creativo, Transformism, Nuriev esplora la trasformazione come atto progettuale: degli oggetti, degli spazi e dei significati che li attraversano. Il suo lavoro mette in discussione l’idea di produzione ex novo, privilegiando il riuso, la riconfigurazione e la rilettura dell’esistente come strumenti per immaginare nuovi scenari dell’abitare.
Tra artigianato e design contemporaneo, tra cultura digitale e memoria materiale, Nuriev costruisce ambienti e oggetti che funzionano come dispositivi narrativi. Il suo approccio, che lui stesso definisce antropologico, osserva il mondo abitato (fatto di dati, immagini e flussi continui) per restituirlo sotto forma di spazi immersivi e altamente riconoscibili. Attivo a livello internazionale con oltre trenta progetti all’anno tra retail, moda, hospitality e istituzioni culturali, il suo studio opera in una zona di confine tra collectible design e arte contemporanea, dove ogni intervento diventa la fotografia di un momento, carica di riferimenti culturali e tensione verso il futuro.

La Bourse de Commerce: un’architettura tra passato e presente
Tra gli esempi più riusciti di dialogo tra patrimonio storico e intervento contemporaneo, la Bourse de Commerce, aperta al pubblico nel 2021, è l’ex mercato delle materie prime restaurato e trasformato su progetto di Tadao Ando, affiancato dagli studi NeM / Niney et Marca Architectes e Pierre-Antoine Gatier.
L’edificio racchiude cinque secoli di storia architettonica: dalla colonna medicea del XV secolo ai resti del mercato del grano settecentesco, fino alla spettacolare cupola in vetro e metallo che copre la pianta circolare. L’intervento di Tadao Ando introduce nuovi volumi e superfici in cemento, senza alterare l’impianto originario, creando una sequenza di spazi espositivi in cui la luce naturale diventa parte integrante dell’esperienza.
Come già avvenuto a Venezia con Palazzo Grassi e Punta della Dogana, François Pinault ha scelto di preservare e trasformare un monumento simbolico, rendendolo nuovamente accessibile al pubblico e capace di accogliere l’arte contemporanea. Oggi la Bourse de Commerce è anche luogo di esperienza: dalla libreria specializzata al ristorante La Halle aux Grains, firmato da Michel e Sébastien Bras, affacciato sulla città dall’alto della rotonda.

Minimal: una mostra da vedere durante Maison & Objet Parigi
Fino al 19 gennaio 2026, in concomitanza con Maison & Objet Parigi, la Bourse de Commerce ospita Minimal, una delle esposizioni più ampie dedicate a questo movimento dagli anni Sessanta a oggi.
La mostra esplora l’evoluzione internazionale del minimalismo, superando una lettura esclusivamente americana e mettendo in relazione esperienze sviluppatesi in Asia, Europa e America Latina. Caratterizzata da un’economia di mezzi, da forme essenziali e da una nuova relazione tra opera, spazio e spettatore, l’arte minimalista invita a una fruizione diretta e fisica, in cui il corpo del visitatore diventa parte dell’opera.
Curata da Jessica Morgan, direttrice della Dia Art Foundation, l’esposizione si articola in sette nuclei tematici – Light, Mono-ha, Balance, Surface, Grid, Monochrome, Materialism – e riunisce oltre cento opere provenienti dalla Pinault Collection e da importanti prestiti internazionali.
Dalle sperimentazioni del gruppo giapponese Mono-ha, che mette in relazione oggetti e materiali nello spazio, alle ricerche europee di Zero e Arte Povera, fino alle declinazioni più recenti, Minimal costruisce un racconto corale che dialoga in modo diretto con l’architettura circolare della Bourse de Commerce.

Visitare la Bourse de Commerce durante Maison & Objet Parigi significa ampliare l’esperienza della fiera oltre i padiglioni, trovando un punto di contatto tra design, architettura e arte contemporanea. La mostra Minimal offre una lettura essenziale e profonda del rapporto tra forma, materia e spazio, perfettamente in sintonia con i temi dell’edizione 2026. Una tappa unica, capace di restituire il senso di una città che, nei giorni di Maison & Objet, diventa un vero ecosistema culturale.
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