EDIT Napoli 2026: programma, date e location dell’ottava edizione

di Elena Cattaneo

Dal 9 all’11 ottobre 2026 la città partenopea accoglie EDIT Napoli 2026, tra l'ex complesso de La Santissima e le dimore storiche del quartiere di Chiaia.
Dal 9 all’11 ottobre 2026 la città partenopea accoglie EDIT Napoli 2026, tra l'ex complesso de La Santissima e le dimore storiche del quartiere di Chiaia.

Dal 9 all’11 ottobre torna la fiera dedicata al design editoriale e di ricerca. Tra il complesso de La Santissima e le dimore storiche di Chiaia, Napoli si trasforma nella capitale della sperimentazione d’autore

Dal 9 all’11 ottobre 2026, il capoluogo campano accoglie l’ottava edizione di EDIT Napoli 2026, la fiera internazionale diretta a valorizzare il design editoriale, la ricerca sui materiali e le produzioni indipendenti. Con il tema guida “Where Design Shapes”, la manifestazione riporta l’attenzione sulla sostanza del progetto, sui processi manifatturieri e sulla capacità dei designer di generare nuova cultura dell’abitare. Il quartier generale dell’evento sarà ancora una volta l’affascinante complesso de La Santissima, pronto a ospitare circa 80 espositori italiani e internazionali in un dialogo costante tra tradizione artigianale e visioni contemporanee.

Le novità a La Santissima: il format “Camera con Vista” e i progetti speciali

Un'immagine evocativa del complesso de La Santissima, il cuore espositivo di EDIT Napoli 2026. Foto di A. Mustilli.
Un’immagine evocativa del complesso de La Santissima, il cuore espositivo di EDIT Napoli 2026. Foto di A. Mustilli.

Il cuore espositivo di EDIT Napoli 2026 rimane saldamente incardinato nel suggestivo complesso de La Santissima, architettura ricca di fascino che farà da sfondo alle proposte dei designer partecipanti. La grande novità di questa edizione è il debutto di Camera con Vista, un inedito format curatoriale in cui progettisti e aziende interpretano la camera da letto come spazio di sperimentazione abitativa. Le installazioni si affacciano idealmente sul Vesuvio e sul Golfo, integrando il paesaggio campano direttamente nel disegno d’arredo.

Oltre alla selezione degli espositori ufficiali, gli spazi del complesso accolgono installazioni d’eccezione. Per la prima volta Lancia partecipa come Main Sponsor dell’evento, presentando al primo piano dell’edificio un’installazione immersiva firmata con DWA Design Studio in occasione del lancio della nuova Lancia Gamma. Il progetto reinterpreta elementi dell’automotive in oggetti scultorei capaci di dialogare con gli ambienti della casa.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso della fiera si trova l’opera del designer francese Olivier Vadrot, concepita come una struttura essenziale pensata per attivare nuovi modi di condividere lo spazio pubblico. A rafforzare la proiezione globale dell’evento contribuisce, poi, il progetto Cultural Currencies: Cape Town Furniture Week x EDIT Napoli, curato da Francesca Lanzavecchia. La mostra porta a La Santissima il lavoro di cinque studi sudafricani, tracciando un parallelo tra due città marittime legate da una profonda connessione con la materia e il territorio.

EDIT CULT 2026: il design diffuso tra le architetture e i palazzi storici di Chiaia

EDIT Napoli 2026: il dettaglio di un palazzo storico del quartiere di Chiaia,  sede di EDIT CULT, il programma di mostre site-specific che mette in dialogo la creatività contemporanea con lo straordinario patrimonio storico partenopeo. Foto di A. Mustilli.
Il quartiere di Chiaia è la sede di EDIT CULT, il programma di mostre site-specific che mette in dialogo la creatività contemporanea con il patrimonio storico partenopeo. Foto di A. Mustilli.

Uno dei tratti distintivi della manifestazione è EDIT CULT, il programma di mostre site-specific che mette in dialogo la creatività contemporanea con lo straordinario patrimonio storico partenopeo. Nel 2026 il percorso dei CULT si concentra nel quartiere di Chiaia, accompagnando il pubblico alla riscoperta di palazzi nobilari, chiese e cortili storici solitamente chiusi alle visite.

Presso il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes viene presentata la monumentale installazione Crochet Coral Reef, ideata dalle sorelle Margaret e Christine Wertheim. L’opera consiste in una barriera corallina realizzata interamente all’uncinetto da oltre 4.000 persone nel mondo, unendo la manualità artigianale alla riflessione sulla tutela dei mari.

Nella Chiesa di San Rocco a Chiaia prende vita Archetipi di Pace, un lavoro firmato da Fabrizia Frezza e Felice Limosani in cui sculture in cotto e cocciopesto abitano gli altari della chiesa, integrate da un’installazione video fatta di luce e parole.

Il percorso espositivo tocca inoltre Palazzo Cellamare con la mostra Lights on Spain, dedicata al design spagnolo contemporaneo e alla cultura della luce. Alla Fondazione Plart trova invece spazio la personale Controtempo, curata da Domitilla Dardi e focalizzata sulle opere in vetro del maestro Massimo Lunardon (trovi un approfondimento sulla mostra nel numero di ottobre di Ville&Casali in edicola).

A completare il circuito si aggiungono la Chiesa di Santa Caterina da Siena con il progetto Common Ground curato da Margherita Rui sul rito della tavola, e Palazzo Ruffo della Scaletta con l’installazione immersiva L’Equilibrista firmata da Lombardini22 con Mangini e B&B Italia.

In occasione di EDIT CULT 2026, debutta la mostra "Controtempo" curata da Domitilla Dardi che presenta le opere più rappresentative del maestro vetraio Massimo Lunardon.
“Cappuccetto Rosso” di Massimo Lunardon è una delle opere protagoniste della mostra “Controtempo” curata da Domitilla Dardi. Courtesy Robero Zanzot & Massimo Barbot.

Il premio al miglior inedito e la giuria internazionale

Come in ogni edizione di EDIT Napoli 2026, grande attenzione è riservata al riconoscimento del talento e della qualità progettuale.
Una giuria composta da esperti del settore e rappresentanti della stampa internazionale valuterà tutti i prodotti inediti presentati durante la manifestazione. Il comitato di selezione include Aliai Forte, Francesca Lanzavecchia, Asad Syrkett e Maria Dolores Uribe.
I giudici assegneranno il premio per il miglior progetto inedito valutando la qualità della ricerca, l’intelligenza formale, il rispetto della tradizione e la sostenibilità del prezzo. Al vincitore verrà data l’opportunità di esporre gratuitamente le proprie creazioni nell’edizione successiva.

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