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Eleganza discreta, il piacere di abitare l'essenziale
Le case
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Vetro: il fascino della trasparenza
Stile italiano
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Langhe-Roero e Monferrato per vivere tra vigne e arte contemporanea
Travel & Real Estate
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Il design del bagno, parola d'ordine: benessere
Speciale
L’EDITORIALE
Le finestre sul cortile
Negli ultimi anni ho cambiato diverse case a Milano. Ogni volta la ricerca è stata diversa, ma una cosa non è mai cambiata. Una volta verificato che la zona fosse quella giusta, che le dimensioni rispondessero alle mie esigenze e che il prezzo rientrasse nel budget, arrivava sempre il momento decisivo: quello di aprire le finestre.
Mi è capitato di visitare appartamenti molto belli che ho escluso quasi subito. Il motivo era semplice: non si affacciavano ‘da nessuna parte’. Davanti avevano un altro edificio, una strada, un parcheggio. Non riuscivo a immaginare il piacere di fermarmi qualche minuto a guardare fuori.
Con il tempo ho capito che, almeno per me, l’affaccio è una parte fondamentale della casa, né più e né meno del soggiorno o delle camere. È uno spazio che non compare nelle planimetrie, non si può arredare e spesso non viene neppure considerato quando si valuta un immobile. Eppure è quello che ci accompagna ogni giorno. Non serve un panorama spettacolare. Ognuno cerca qualcosa di diverso: il mare, le montagne, un giardino, una piazza, lo skyline della città. Dalle finestre della mia attuale casa di Milano vedo una magnolia, incorniciata dalle facciate di una vecchia casa di ringhiera. Cambia con le stagioni e, incredibilmente, ospita anche uno scoiattolo che vive tra i suoi rami. È una vista semplice, ma non mi stanca mai.
Forse, in fondo, abitare significa anche questo: concedersi il piacere di cercare il bello non soltanto dentro casa, ma anche fuori. In un albero che ogni mese ha un colore diverso. Nella luce che entra al mattino. In un campanile, in una facciata ben disegnata, in un lago che cambia con il tempo, nelle luci della città che si accendono una dopo l’altra quando arriva la sera. Sono immagini che finiscono per accompagnare la nostra quotidianità molto più di tanti oggetti che scegliamo con cura per arredare gli interni.
Sfogliando le case di questo numero mi è sembrato di ritrovare questa stessa attenzione. Gli architetti progettano spazi, naturalmente, ma progettano anche gli affacci. Disegnano finestre che incorniciano un bosco, una piscina che guarda il lago, un soggiorno aperto sul mare, una terrazza sospesa sopra i tetti di Milano. Perché una finestra non serve soltanto a far entrare la luce. Serve anche a scegliere quale piccola porzione di mondo entrerà a far parte della nostra vita, ogni giorno.
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