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Gli Italiani tornano in campagna

di Alessandro Luongo

Come nel 1630, ancora oggi i proprietari terrieri vi hanno trovato rifugio. Il Coronavirus accelera la richiesta di case con terreno da nord a sud, dicono gli agenti immobiliari

A ogni passo botteghe chiuse, fabbriche in gran parte deserte, le strade un indicibile spettacolo, un corso incessante di miserie, un soggiorno perpetuo di patimenti…”. Iniziava così il XXVIII capitolo dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni sulla peste che afflisse Milano nel 1630, parole quanto mai attuali oggi, in piena emergenza da coronavirus. Allora furono molti i nobili che fuggirono dalla città per rifugiarsi nei loro possedimenti in campagna.

E pare sia così anche adesso – in varie parti d’Italia – a distanza di quasi quattrocento anni.
Se prima di questo tsunami sempre più persone ambivano a vivere nelle nostre splendide campagne, dopo quel che è successo

Articolo pubblicato su Ville&Casali maggio 2020

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