Regole d’oro per la manutenzione del prato

di Silvia Quaranta

Il praticello all’inglese, di ordinata erba fina e dal colore vivace, è il sogno di molti. E, in particolare, è il sogno soprattutto di coloro che hanno meno pollice verde. Perché la perfezione, anche nel giardinaggio, richiede impegno e costanza. Per ottenere un prato sano e del tutto regolare il terreno andrebbe ovviamente smosso, livellato e poi andrebbe piantata l’erbetta.

Per dare al nostro prato un aspetto migliore, tuttavia, esistono alcuni semplici accorgimenti.

Ecco i principali quattro consigli per avere un prato migliore del vicino.

1. Anche l’erba va idratata

Quante volte l’abbiamo sentito dire? Bere molto fa bene, soprattutto in estate. Allo stesso modo, anche il nostro prato ha bisogno di essere idratato nella giusta misura. Soprattutto con l’arrivo della stagione calda l’acqua piovana non basta e la nostra erbetta rischia di rinsecchire. Per un risultato migliore, è consigliabile irrigare ad intervalli di media lunghezza, ma con abbondanza, in modo che l’acqua penetri in profondità. Annaffiare poco e spesso, invece, abitua le piante a raccogliere l’acqua in superficie ma non le prepara alla siccità.

2. Tosare poco e spesso

Tagliare l’erba è un’operazione da ripetere con costanza, se vogliamo evitare che il nostro giardino si trasformi velocemente in una selva oscura. Mantenere l’erba bassa evita anche la diffusione eccessiva di insetti, nonché il proliferare delle piante infestanti. Ultimo ma non meno importante: più l’erba è alta e più è faticoso passare il falcia erba. I consigli qui sono due: prima di tutto, non abbandonare mai sul prato l’erba tagliata. In secondo luogo, falciare l’erba solo quando è asciutta. La maggior parte dei tosaerba fatica ad aspirare l’erba quando è bagnata, e il ristagno rischia di soffocare il prato.

3. Concimare due volte l’anno

Anche il nostro praticello va nutrito, se vogliamo che sia forte e sano. L’acqua è già un nutrimento importante, ma non basta. La nostra erbetta va particolarmente ghiotta di azoto, ampiamente presente della maggior parte dei concimi di origine animale. Se ne trovano anche in forma di pellet, che permette di arginare – se non azzerare – il problema della puzza. È consigliabile concimare due volte l’anno, in primavera e a fine estate.

4. Arieggiare

Far respirare il prato serve a rimuovere le parti morte, far circolare luce e sostanze nutritive. L’effetto è visibile quasi subito: l’erba inizia a crescere rapidamente, e con un colore più vivace. L’operazione non è complicata, ma serve una macchina ad hoc, l’arieggiatore, che effettua nel terreno tagli verticali superficiali (profondi circa 1 cm e anche meno). Per i più volonterosi, esistono anche delle “scarpe arieggia prato”: sono delle suole chiodate che, semplicemente camminando, lasciano dei forellini nel terreno. Si trovano a pochi euro in molti negozi di bricolage.

Approfondimenti:

E se il tuo giardino potesse darti qualche guadagno? Leggi La coltivazione dello zafferano: oro rosso nell’orto

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