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19 Gennaio 2019
Ville&Casali
Progetto Giardino

Tappeti fioriti tra le colline toscane: il progetto

Progetto dell’architetto paesaggista Massimo Menichelli 

Appena entrati nel giardino di una storica residenza a Impruneta, alle porte di Firenze, ci si trova come immersi in un rifugio verde, quasi all’interno di un’oasi protetta e intima. Il passato affiora piacevolmente qua e là e fa rivivere il periodo in cui le famiglie nobili utilizzavano questo bel paese come residenza di campagna.

Da sempre molto apprezzata per la breve distanza dal capoluogo toscano, appena 15 km, è stata scelta da molti, nel tempo, come abitazione permanente. È il caso della famiglia che abita questa elegante villa storica. Molto è cambiato dai tempi delle storiche casate fiorentine, ma di certo non il paesaggio naturale in cui è immersa: ammaliante e suggestivo. Il susseguirsi di pini ad alto fusto annuncia il giardino di 3 mila mq che si svela poco a poco tra terrazze, belvedere e aree attrezzate.

Ad occuparsi della sua creazione il paesaggistaMassimo Menichelli e il suo team dell’omonimo studio toscano(http://www.menichelli.it)  che hanno progettato ogni singolo aspetto dell’esecuzione. “Inizialmente era solo una distesa di terra con molti dislivelli. Esisteva unicamente il viale d’accesso con qualche esemplare di pino marittimo” spiega il progettista a Ville&Casali che impiega circa un anno e mezzo per portare a termine ogni raffinato dettaglio di questo delicato spazio verde.

E poi aggiunge: “Tutto ha un tempo di assestamento. È necessario osservare l’adattamento delle piante e non avere fretta di completare”. L’idea di partenza era certamente rispettare le due anime del luogo: quella ornamentale e quella più agreste, legata alla lunga tradizione.

Per questo si è pensato di destinare i terreni prossimi alla villa a giardino con spazi conviviali e di uso quotidiano e di riservare la zona più lontana al collocamento di bellissimi alberi da frutto e di ulivi, come a prolungare spontaneamente il tipico paesaggio toscano. Anche il disegno del terreno ha avuto un ruolo decisivo nella struttura visiva del giardino.

Menichelli ha pensato, infatti, di sfruttare i dislivelli con discrezione, rendendo pianeggianti alcune parti ed esaltando la dolce pendenza in altre. I raffinati gradoni in pietra serena inglobati nell’erba accompagnano la discesa verso la piscina. Quello che ne risulta è uno spazio verde dinamico a sviluppo essenzialmente orizzontale. Le lunghe fasce fiorite, infatti, sembrano tappeti distesi per accogliere il visitatore e guidarlo in un gioco di prospettive sensazionali. L’hipericum hidecote, con delicati fiori gialli, la colorata gaura e il bellissimo velo di perovskie all’ingresso, illuminano ed enfatizzano le linee. Solo alcune specie a portamento verticale, come i melograni o gli agapanthus, spezzano l’immagine di queste ampie fasce verdi compatte ed omogenee.

Un equilibrio e un’armonia che è stata sapientemente dosata dal paesaggista che firma questo magico progetto inserendo note geometriche e blocchi simmetrici, rappresentativi del suo stile creativo. Il livello più basso accoglie l’antica legnaia ristrutturata e adibita a zona ristoro e relax e la piscina. “È stato un giardino combattuto” spiega Menichelli che racconta: “Purtroppo non avevamo le autorizzazioni necessarie per poter realizzare una piscina in muratura.”  È stato utile, quindi, orientarsi nella costruzione di un modello fuori terra, abilmente mascherato. Da una parte, infatti, è stata inserita una pavimentazione in teak; mentre dall’altra si è provveduto a posizionare una schermatura naturale con arbusti e cespugli.

Osservando da vicino il giardino, percorrendone i sentieri e cogliendo i suoi profumi si nota come non esista un unico e solo centro ottico. Sono tanti, tutti diversi e davvero sorprendenti.

Testo di Eleonora Bosco
Foto di Francesca Anichini