Villa Luisa, dove la domotica è di casa

di Alessandro Macciò

Un mix di tecnologia, comfort e attenzione all’ambiente: si presenta così Villa Luisa, la casa domotica progettata dall’architetto Matteo Gattoni a Pavia. Il committente aveva chiesto di apportare solo qualche modifica in pianta, ma Gattoni ha preferito stravolgere completamente interni ed esterni. Il risultato gli ha dato ragione.

Un ambiente luminoso dietro a geometrie rigorose

I prospetti esterni di Villa Luisa si distinguono per il gioco compositivo delle geometrie rigorose, enfatizzate dall’uso di due materiali locali. Gattoni infatti ha usato il ceppo di Grè (noto anche come ceppo lombardo) e il laterizio, scelti per l’estetica del contrasto cromatico e per l’appartenenza al territorio.

Il cuore di Villa Luisa è la zona giorno illuminata da una grande vetrata e disposta su livelli diversi.

Una scala scenografica a sbalzo, in legno, conduce alla parte di soggiorno al primo piano, caratterizzata da un affaccio a doppia altezza sulla zona pranzo. Qui c’è anche una vetrata scenografica con vista sulla piscina esterna. Di giorno Villa Luisa è inondata dalla luce grazie alla sapiente disposizione di superfici trasparenti, pozzi di luce in copertura, vetrate scorrevoli e serramenti. Di notte la percezione dei volumi e degli spazi non cambia, grazie a un attento e ponderato studio illuminotecnico.

Tecnologia al servizio dell’efficienza

Il percorso Spa con hammam privato al piano terra, la sala cinema, l’autorimessa con piattaforma mobile, l’arredamento su misura e la cura dei dettagli farebbero pensare a un ambiente dispendioso. Invece Villa Luisa nasconde una stratigrafia performante e una macchina tecnologica sofisticata. Riscaldamento e raffrescamento a pavimento, geotermia, fotovoltaico, sistemi anti intrusione e dispositivi elettrici on gestione da remoto rendono Villa Luisa una vera e propria casa domotica.

Villa Luisa poggia su blocchi di calcestruzzo alleggerito Norma Tris, con 12 centimetri di isolante, affiancati a mattoni forati nella parte interna. Al primo piano c’è una facciata ventilata, con cappotto in lana di roccia e fughe nascoste maschiate. La tecnologia geotermica sfrutta l’acqua di falda, sempre tiepida, per cedere calore a una pompa di calore ad alta efficienza, alimentata dalla corrente elettrica. E l’impianto fotovoltaico da 9 KW bilancia le spese elettriche, bilanciando i consumi domestici.

Approfondimenti: 

Scopri l’home sharing, il nuovo modo di scambiare le case per le vacanze

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