Un antico fienile recuperato tra poesia e design


Siamo alle pendici delle Tofane, con vista su Cortina, dove un antico fienile, sezione a Nord di uno degli edifici storici ottocenteschi più rinomati della vallata ampezzana – Ciasa Meleres, nota residenza e fabbrica della famiglia di orologiai Lacedelli – è stato ridisegnato per ospitare raffinate boiserie e innovative soluzioni d’arredo. Il progetto d’interni, firmato dall’arch. Ambra Piccin, evoca piacevoli contrasti e delinea un home decor contemporaneo, ma concettualmente legato alla montagna e al suo fascino. Il legno d’abete anticato, parzialmente recuperato dalla struttura originale, forgia boiserie e arredi dalle linee rigorose ed essenziali, mentre, pur rispettando i canoni dell’architettura tipica ampezzana, l’architetto Piccin ridefinisce gli spazi in un’ottica funzionale, privilegiando uno stile attuale e mai banale, assecondando i desideri dei proprietari. 

Il risultato è un involucro ligneo intriso di poesia e design, dove il passato rivive nelle forme del presente e gli elementi della natura entrano a far parte di un’opera orchestrata da sapienza costruttiva e scrupolosa attenzione ai dettagli. Particolari che, con delicatezza, raccontano della montagna e della tradizione, come le applique e il lampadario realizzati in tessuto e corna di daino oppure i dipinti raffiguranti gli animali del bosco, nonché altre opere d’arredo eseguite da artigiani locali, con cui l’architetto Piccin collabora da anni. Non mancano le innovazioni ispirate alle moderne tendenze, come il caminetto sospeso, protetto da una parete in pietra viva Dolomia, che spicca al centro del living: un pezzo di design dal grande impatto scenico che conduce ben oltre la mera funzionalità del riscaldare, fra l’altro studiata scrupolosamente dall’arch. Piccin, e che, abbinata a un’ottima coibentazione interna, garantisce all’ambiente un notevole risparmio energetico.  L’area living, sintesi di comfort e stile, custodita da un soffitto di travi antiche, spazzolate e trattate con particolari tecniche di recupero, comunica anche con l’esterno, dove un patio con vista sulle Tofane riprende il prezioso dialogo con il paesaggio.

Altrettanto avviene nella camera padronale, dove la tradizionale apertura lignea, che richiama la vecchia struttura del fienile, in cui è stato recuperato un terrazzo, garantisce una veduta spettacolare sul Monte Cristallo e sul Faloria. Avvolta dal legno d’abete anticato, impreziosita dai tessuti realizzati artigianalmente e secondo la tradizione, la camera padronale consente l’accesso diretto al bagno privato in cui emergono la matericità del legno, della pietra Verde Alpi, utilizzata per le pareti della doccia e del lavabo in marmo massello, dalla sagoma insolita e accattivante. Un fil rouge che prosegue anche nella camera degli ospiti, in quella dedicata ai ragazzi, con un letto a scomparsa per guadagnare spazio e comfort e, infine, nel bagno di servizio, in cui è il marmo Botticino, lavorato con una particolare tecnica a rigatino, che dà un tocco finale di eleganza e unicità.

di Marcella Guidi, foto di Gaspari Bandion

 

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