Villa Girasole, un fiore tra i graniti in Sardegna


I simboli a simmetria centrale, ottenuti per intersezione di circonferenze multiple, presenti nelle tradizioni culturali di una vastissima area geografica (dalla Scandinavia all’India, all’arco alpino e fino alla Sardegna) hanno da tempo immemore rivestito un esteso spettro di significati simbolici. Spesso descritti come semplici simboli solari hanno significati ben più profondi, resi evidenti nell’architettura tradizionale gotica (che individuava nella luce l’emanazione sensibile del Divino) che usava realizzare sulle controfacciate (esposte a occidente) delle speciali finestre, dette rosoni e disegnate, appunto, secondo questa forma, per raccogliere la luce del sole al tramonto ed evocare non solo la luce spirituale ma anche l’idea ciclica del rinnovarsi delle stagioni, rappresentando dunque la stessa ruota della vita. Villa Girasole, progettata in Costa Paradiso, nella Sardegna settentrionale, dallo studio dell’ingegnere Mario Dal Molin, ha un impianto compositivo e decorativo saldamente incentrato proprio su questo apparato simbolico, che oltre a rivestire valenza artistica ed espressiva ha consentito di risolvere in modo brillante e ingegnoso il problema dell’inserimento di un manufatto edilizio in un terreno aspramente accidentato, con cospicui dislivelli altimetrici e marcatamente connotato dalla predominanza di forme organiche e tondeggianti: dai grandi massi di granito scolpiti dagli agenti atmosferici alle grandi macchie di lentisco, naturalmente arrotondate dall’azione del vento.

Siamo abituati a ritenere le geometrie squadrate e regolari una garanzia di razionalità, e ad associare a sistemi compositivi basati sulla linea curva un’idea di bellezza fine a se stessa, svincolata da esigenze funzionali. La vera sorpresa, invece è che in questo caso Mario Dal Molin è pienamente riuscito nel difficile intento di conciliare le forme organiche e una completa razionalità di impianto, sfruttando una simmetria centrale, richiamata poi dalla decorazione e dal rincorrere di vasche e piscine rotonde o curvilinee, attestando elementi come i letti e i sanitari che impongono la presenza delle linee rette sui raggi e, approfittando delle forme curve degli archi per caratterizzare le vedute verso l’esterno e i luoghi di soggiorno e di passaggio che, per converso, si avvantaggiano fortemente della presenza di ambienti curvilinei favorendo un’idea di circolazione e raccoglimento.

Lo schema di impianto è stato messo a punto per ridurre al minimo le modificazioni sul paesaggio e così la casa si inserisce in modo perfettamente organico nel contesto circostante costituito da un continuo intreccio di macchia mediterranea e rocce granitiche, le due componenti che rendono il paesaggio gallurese unico e inconfondibile. Il granito tipico della zona, chiamato comunemente Giallo San Giacomo, utilizzato nei rivestimenti, è stato scelto per favorire una perfetta integrazione. La casa è composta da tre distinti blocchi, chiaramente visibili sia nei disegni riportati in queste pagine che osservandola dall’esterno, e ogni blocco, per ridurre scavi e sbancamenti, ha conservato la propria specifica quota. I dislivelli sono stati affrontati con la presenza di piccole serie di gradini che conferiscono agli interni un andamento più vivace e moltiplicano le viste sull’esterno. Ogni blocco è separato da due elementi murari bianchi con la funzione di assorbire, con una brillante soluzione progettuale, le differenti quote di calpestio.

Il blocco orientato a nord-est, posto più in alto, è costituito da due camere da letto con bagno e cabina armadio, che si affacciano su un balcone dotato di parapetto in acciaio corten lavorato da maestranze locali su disegno dell’ingegnere. Il blocco principale, orientato a settentrione, avvantaggiandosi così della luce indiretta così ricercata nei contesti mediterranei, è destinato alla zona giorno, articolata su un grande living, che ha anche funzione di accesso principale alla casa ed è dominata dal volume simbolico e formale del camino, e nella parte retrostante una cucina, collegata da un lato alla zona soggiorno e dall’altro, tramite un’ampia vetrata totalmente apribile, alla zona barbecue e relax posta all’aperto ma protetta dal vento di maestrale, così da creare una continuità ininterrotta fra interno ed esterno. La sala principale si affaccia su una terrazza a livello con pavimentazione esagonale identica tra interno ed esterno e su una piscina con spiaggia artificiale con tecnologia a ricircolo per evitare sprechi di acqua e di energia. Il terzo blocco, smistato da un disimpegno di forma curvilinea, sempre destinato alla zona notte è composto da due camere da letto entrambe con camino in camera e due bagni.

La terrazza posteriore di Villa Girasole è pavimentata in listelli di cotto spagnolo con disposizione concentrica ed è utilizzata come area relax, barbecue e pranzo, attrezzata con piani cottura e di preparazione dei cibi, ed è anch’essa utilizzabile come area living esterna. Questa zona intima è protetta dagli sguardi da una struttura di travi in legno e incannucciato sbiancati con funzione di ombreggio e da una pergola, ricoperta da bougainvillea rampicante. L’accesso al giardino è nel patio che, nel suo pergolato a raggiera rende manifeste le intenzioni del progetto. La scelta dei colori è fortemente originale per un progetto di casa al mare e richiama alla mente una raffinatezza nordeuropea, incarnata dai pellami invecchiati color caffè e dai legnami a poro aperto delle boiserie e degli arredi realizzati su disegno. Le speciali appliques, disegnate dall’architetto e artigianalmente realizzate in ferro battuto e terracotta invetriata, assumono le tinte dell’ocra e del miele come i diffusori dei lampadari a sospensione, sposandosi perfettamente con le cromie smorzate di questo intervento.

La festa di luce e di azzurro del cielo e del mare della Sardegna è subito a portata di sguardo: una vetrata a pacchetto, senza telai. Forse è per questo che il progettista ha preferito un’assoluta sobrietà nella scelta dei colori: un’apertura così ampia sul paesaggio e sulla piscina che qui è appena enfatizzata da piccoli accenti di cromo nelle strutture delle poltroncine e del tavolo, sarebbe risultata abbagliante senza l’effetto riposante dei legni e dei pellami naturali. Anche la pavimentazione in cotto spagnolo si conforma alle scelte cromatiche del progetto, assumendo le tonalità del miele ma facendo eco con la sua scansione a nido d’ape, alla simbologia primaverile del fiore stilizzato su cui, come si è detto, ruota tutto il progetto. I dettagli sono stati oggetto di un’accuratissima progettazione. I parapetti in ferro battuto, con finitura corten, ad esempio, con la loro forma organica e irregolare, ispirata ai giochi di luce che il sole, attraverso le acque cristalline della Sardegna, disegna sui fondali sabbiosi, fungono da elemento di mediazione fra la natura del giardino e l’ accogliente compostezza degli interni.

Il progetto del verde di Villa Girasole, anch’esso attento e raffinato, è stato basato oltreché sulla vegetazione tipica locale, su accurati inserimenti di flora tropicale: banani, filodendri e anturium. I rivestimenti di parete del soggiorno, realizzate su disegno con lavorazioni ad intaglio e a traforo, eseguito al laser su acciaio corten e insieme alle raggiere del patio e del loggiato sulla facciata verso la piscina, richiamano ancora il simbolo del fiore, del rosone, del girasole stilizzato, il nome scelto dai proprietari con un significato, reso concreto dalla cura dei dettagli e dalla raffinata piacevolezza di questa casa, di armonia fra microcosmo e macrocosmo, rinnovamento di vita, incontro rispettoso con la natura.

di Marcella Guidi, foto di Stefano Mattana

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