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Rispettare la storia per conservare “L’anima del posto”

di Alessandro Macciò

Lì dove c’era una vecchia cava di sassi, ora sorge “L’anima del posto”, un raffinato nucleo abitativo per due famiglie costruito nel rispetto del luogo e della sua storia. Siamo a Soprabolzano, sull’altopiano del Renon, e il progetto porta la firma dello studio Network of Architecture (NOA) di BolzanoTrasformare un sito destinato all’estrazione di minerali nel contesto adatto a una residenza di pregio non era facile, ma “L’anima del posto” ha dato ragione ai progettisti.

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La filosofia del NOA

Dietro al NOA c’è un team formato da architetti, interior designer, grafici e stilisti, ma anche musicisti e storici. Fondato da Lukas Rungger e Stefan Rier, il NOA usufruisce in maniera dinamica di competenze variegate, sviluppate in vari campi del sapere. Proprio come quelle usate per progettare la residenza “L’anima del posto”.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Lukas Rungger”]La classica professione dell’architetto viene rivisitata e rimpiazzata da un gruppo di creativi in cui lui emerge come regista .Il punto di partenza di ogni progetto diventa l’analisi del genius loci e il confronto con esso diventa principio della nostra filosofia. I nostri punti di riferimento sono la scelta dei materiali, la riduzione alla essenza dell’edificio, la relazione cosciente col paesaggio. [/penci_blockquote]

Il richiamo della tradizione

La residenza “L’anima del posto” fonda la sua identità sull’uso dei materiali. Lo studio NOA infatti ha realizzato un muro a secco di sostegno in pietra, ispirato a quelli dei vigneti della zona. L’elemento murario sostiene la casa dal punto di vista strutturale e anche da quello culturale, tracciando così un trait d’union fra passato, presente e futuro. Sul muro a secco poi si “siedono” due semplici case con il tetto a falda, collocate nella vallata per godere il panorama delle montagne circostanti.

Il resto del complesso “L’anima del posto” è caratterizzato da un’impronta decisamente moderna, con vari volumi sporgenti. Le enormi superfici vetrate sono in linea con la finalità del progetto, che vuole accogliere le tradizioni e sottolinearle. Il grande protagonista dei due edifici è il legno, un altro elemento tipico del territorio. In particolare i rivestimenti in scandole di legno contribuiscono a integrare la struttura nel contesto naturale.

Le camere private e i bagni si trovano nella parte inferiore dell’edificio, parzialmente interrata dietro il muro a secco. Qui le finestre sono piccole per creare un ambiente più intimo. Ai piani superiori, invece, si sviluppano la cucina, le aree pranzo e il soggiorno. Tutti spazi che sono stati pensati con una concezione “aperta”, per creare un collegamento fisico e anche ideale con l’esterno.

Indirizzario Web: 

Studio di architettura Network of Architecture

Approfondimenti: 

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