Nest House: l’importanza del paesaggio e dei materiali naturali


Progetto di Enrico Bellotti

Bisogna salire molto in alto, per vedere molto lontano, sosteneva Constantin Brâncuşi. Come un nido d’aquila, Nest House sfrutta la sua posizione per trasformarsi in un moderno approdo sulla cima della montagna.

Fin dalla prima visita all’abitazione, quando ancora non c’erano muri (non c’era nulla!) è stato chiaro: non serviva altro, oltre allo splendido panorama che si poteva godere da qui!

E così tutti gli spazi della vita quotidiana si sono riuniti in un unico, grande, ambiente aperto. Sarebbe stato un delitto precludere la vista d’insieme sul panorama dividendola in piccoli spazi ingabbiati tra dei muri… e così anche la vita in casa segue la forma dello spazio, in un modo attuale di viverla e di goderla… i pochi e semplici oggetti presenti definiscono subito le funzioni: cucina con isola, bancone colazione, tavolo, divano.

Denominatore comune di questi “spazi” è il grande camino centrale, che riscalda l’ambiente (e il cuore) da mattina a sera. L’elemento principe del progetto è chiaro fin dai primi passi fatti oltre la soglia d’ingresso: il magnifico panorama che si può ammirare attraverso l’imponente vetrata che lo incornicia. Da ogni punto della zona giorno è infatti possibile apprezzare quanto di bello la natura offre agli audaci che cercano un nido ad alta quota.

Tutto intorno il richiamo ai materiali naturali: legno e pietra, sapientemente accostati e posti in contrasto all’acciaio che definisce i profili del camino e i dettagli della cucina. Quest’ultima aperta sul soggiorno, a creare un unico ambiente che ben risponde alle esigenze degli abitanti della casa, che amano intrattenere i loro ospiti fin dalla preparazione della cena. Per non interrompere l’armonia degli spazi, la cucina non prevede pensili, a eccezione della cappa, elemento di design in acciaio satinato che domina sulla parete di fondo rivestita in piastrelle di gres effetto pietra, le stesse utilizzate per la realizzazione del piano di lavoro.

Il focolare della casa è ben rappresentato dal camino trifacciale che costituisce il fulcro della zona giorno e allo stesso tempo svolge la funzione strutturale di sostegno della scala, a gradini sovrapposti realizzati in acciaio e legno, che porta alla parte soppalcata.

Zona molto apprezzata in particolar modo dai più piccoli, il soppalco diventa uno spazio multiuso discreto e funzionale, dedicato al gioco, adibito a sala tv o utilizzato come camera per gli ospiti che si affaccia sul soggiorno attraverso un parapetto realizzato in fili di acciaio che richiama le linee moderne senza impedire la vista sul panorama.

A completamento della zona giorno, un ampio divano dai toni scuri e un grande tavolo centrale con il loro design moderno creano il perfetto contrappunto ai materiali naturali della casa.

L’illuminazione, anch’essa oggetto di studio, si divide tra diretta e diffusa. La prima funzionale, che scende direttamente dal tetto a illuminare le zone di servizio principali, la seconda realizzata con strisce LED rivolte verso l’elegante travatura del tetto. Sul tavolo trova spazio un lampadario realizzato su disegno dello studio da sapienti artigiani locali. Sovrasta il divano una grande lampada dalle sembianze di un’aquila, realizzata in acciaio verniciato, anch’essa su disegno dello studio, diventata ormai simbolo della casa, nido delle aquile.

Le camere, situate nella parte posteriore dell’abitazione, sono realizzate in perfetto stile alpino dove ancora una volta il legno è il materiale predominante, in particolare l’essenza di abete con cui sono stati realizzati i letti e le armadiature. Pratica e discreta la cabina armadio posizionata sul retro del letto matrimoniale, provvista di un doppio accesso tramite porte scorrevoli.

Il rivestimento dei due bagni, in contrapposizione al legno del tetto, è stato realizzato interamente in gres effetto pietra, la cui disposizione è stata studiata per garantire la continuità tra pavimento e pareti fino all’interno delle comode nicchie che sfruttano al meglio lo spazio.

 

© Riproduzione riservata