È in edicola e online il numero di febbraio 2026 di Ville&Casali
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Nel cuore delle olimpiadi, abitare a Cortina e sulle Alpi Lombarde
Le case
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Illuminazione, lampade protagoniste dell'interior design
Arredare
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Speciale arredi in "Total white". È il bianco il colore del 2026
Color Trends
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Sci e vino per innamorarsi delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa
Travel & Real Estate
L’EDITORIALE
La casa olimpica
Le Olimpiadi non sono soltanto un grande evento sportivo. Rappresentano anche un luogo di incontro in cui atleti provenienti da storie, paesaggi e culture diverse si ritrovano a condividere spazi, riti, attese, vittorie e sconfitte. In quei giorni lo sport diventa linguaggio comune e, senza bisogno di dichiarazioni, racconta la pluralità delle esperienze che ciascuno porta con sé. In questo contesto si inserisce Casa Italia Milano-Cortina 2026, il progetto voluto dal CONI nelle sedi di Milano, Cortina e Livigno. Non una semplice ‘hospitality house’, ma un racconto corale dell’identità italiana, dove sport, architettura, design e cultura si intrecciano per restituire l’immagine di un Paese capace di ispirare, accogliere, mettere in relazione. Un’idea di Italia che usa i luoghi come materia prima e la qualità del progetto come linguaggio comune.
È da qui che nasce, in modo naturale, il nostro sguardo. Anche Ville&Casali ha voluto raccontare le case italiane nei territori che saranno protagonisti dei Giochi. Non spazi temporanei, ma abitazioni vere, vissute, radicate nel paesaggio. Una a Cortina, sulle Dolomiti, e una sulle Alpi lombarde: due modi diversi di abitare la montagna oggi, due interpretazioni dell’architettura domestica che dialogano con la vette, la luce, il silenzio, i colori e i materiali. Case che non cercano l’effetto, ma la coerenza; che non inseguono l’iconicità, ma una misura precisa tra comfort, progetto e contesto naturale.
Chiude il numero un altro segnale, apparentemente più lieve, ma non meno significativo. È stato annunciato il colore Pantone del 2026: si chiama Cloud Dancer, una calda tonalità di bianco. Un bianco che non è assenza, ma spazio di progetto, luce, possibilità. Un’idea che richiama, senza bisogno di dichiararla, il principio giapponese del ‘Ma’, dove il vuoto ha lo stesso peso del pieno, il silenzio della parola, la pausa dell’azione. A questo colore abbiamo dedicato un servizio speciale, abbinandolo a due dimore ‘total white’, dove l’architettura lavora per sottrazione e ogni dettaglio trova senso nella precisione delle scelte. Montagna, case, colore. In fondo, anche questo è un modo di parlare di Olimpiadi: attraverso i luoghi che restano.
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