Cervinia: planare sul tetto d’Europa
Se si dovesse scegliere un termine per designare la stagione invernale scorsa, in questo angolo frontaliero di paradiso, al confine settentrionale dell’Italia e a 4 mila metri di quota sulle Alpi, sarebbe “ambizione“. Quella antica, che 150 anni fa spinse l’alpinista britannico Edward Whymper, prima, e la cordata italiana guidata da Jean-Antoine Carrel, poi, a scalare l’imponente vetta del monte Cervino, creando le basi per l’avvio del fenomeno turistico.
E quella presente e futura, che prefigura un nuovo collegamento della valle con la stazione di Champoluc e con gli impianti del Monterosa Ski, una bretella di otto chilometri che amplierebbe l’attuale tracciato sciistico, di circa 350 chilometri, per portarlo ad oltre 500 km di piste da percorrere con un unico skipass.
Cervinia e i progetti ambiziosi
Un progetto a tre mani a cui stanno lavorando le società dei tre comprensori sciistici: Cervino, Zermatt (già collegate) e Monterosa Ski, con il contributo del fondo europeo. “È partito un masterplan, un progetto che sta studiando il collegamento di Zermatt con la Valtournenche, la Val D’Ayas e la Val di Gressoney e la valle di Alagna”, spiega Massimo Chatrian, assessore al turismo e allo sport del comune di Valtournenche. “Si parla di un comprensorio di circa 550 chilometri, uno dei più grandi a livello mondiale, che partirebbe dai 1600 metri di Zermatt e attraverserebbe la Svizzera, la Valle D’Aosta e il Piemonte. E all’ipotesi c’è addirittura la realizzazione di due impianti funiviari. Il collegamento potrebbe portare a nuovi sviluppi turistici per la località ed è molto ben visto sia dalla parte elvetica che da quella italiana”. La prima funivia fu realizzata dalla Società Cervino nel 1936, collegava Breuil a Plan Maison, consentendo agli amanti della neve di raggiungere 2555 metri. Nel 1939 nacque il secondo tratto che arrivava fino a 3500 metri, inaugurato dal Principe di Piemonte.
Meta di turismo sportivo e appassionati

il totem a forma di piramide, resta quella di un secolo e mezzo fa, quando questo luogo era niente di più che un alpeggio, dove le mucche pascolavano ad alta quota, producendo un latte straordinariamente ricco. Tutt’oggi da questo latte si ottengono formaggi ad altissimo contenuto energetico.
Antichi fasti e primato attuale
Sono circa 12 milioni i turisti che visitano la località ogni anno, oltre 430 mila le prenotazioni alberghiere. La maggior parte di essi è appassionata di sci e sport invernali, arriva dai paesi del Nord Europa, dalla Russia, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dal Belgio, come indicano i dati recenti dell’ufficio del turismo, ma viene richiamata anche da questa doppia anima, mondana e spirituale, che caratterizza la località fin dalle origini, come notava già lo scrittore Edmondo De Amicis in uno dei suoi soggiorni estivi all’inizio del Novecento: “…un pullulare di idee, un piovere di proposte continuo”, lo definiva nell’opera “Nel Regno del Cervino. Estate 1902”.

Contesti e nomi di prestigio
Nella futuristica Breuil-Cervinia, invece, operano nomi come Mario Cereghini, Diego Brioschi, notiarchitetti dell’epoca. E tra il 1947 e il 1955 l’architetto e appassionato sciatore Carlo Mollino progetta la Casa del Sole, il primo “condominio” di questo genere sorto in una località montana. Un felice tentativo di inquadrare tutti gli elementi della tradizione in una costruzione moderna che campeggia per la propria verticalità. Sulla sua onda sorgeranno, più tardi, i moderni residence dell’area soprastante Cervinia, Cielo Alto, risposta alla crescente domanda di alloggi. Ancora oggi la stazione sciistica fa pensare ad una città del futuro coraggiosamente sorta nello spazio diafano di una natura impervia e grandiosa e a quanto l’uomo sia piccolo a confronto con il paesaggio maestoso delle Alpi. Oggi sono tanti i personaggi noti che la scelgono (cantanti, stilisti, attori, l’anno scorso sono venuti in soggiorno il presidente russo Medvedev e la famiglia reale di Svezia), sia per la riservatezza che offre, sia per le piste e per la qualità dell’ospitalità: “Dopo il boom degli anni Sessanta abbiamo avuto un calo da cui ci stiamo risollevando adesso con diversi interventi strutturali”, spiega Federico Maquignaz, presidente di Cervino Spa, la società che gestisce gli impianti. “Dall’anno prossimo ci sarà l’innevamento di Plan Maison, tempo permettendo, e questo ci permetterà di anticipare ulteriormente l’apertura della stagione. Inoltre, due anni fa, abbiamo sostituito la funivia che collega Cime Bianche Laghi a Plateau Rosà, al confine tra Italia e Svizzera. Si tratta di un’opera molto bella, realizzata dalla società austriaca Doppelmayr.

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