Palazzo Budini Gattai a Firenze, un palazzo da scoprire tra Rinascimento e Liberty

Probabilmente non tra i palazzi più noti di Firenze, Palazzo Budini Gattai custodisce un’architettura rinascimentale firmata da Bartolomeo Ammannati, un raro giardino all’italiana in pieno centro storico e ambienti interni arricchiti da eleganti decorazioni Liberty. Una dimora privata che oggi si svela soprattutto in occasione di eventi e mostre temporanee
Firenze è una città che sembra non finire mai di raccontarsi, ma alcuni luoghi restano ai margini dei percorsi più battuti, pur conservando una straordinaria ricchezza storica e architettonica. Palazzo Budini Gattai è uno di questi. Affacciato su piazza della Santissima Annunziata, il palazzo non è visitabile come museo, ma rappresenta un tassello prezioso per comprendere l’evoluzione dell’architettura rinascimentale fiorentina, il rapporto tra dimora urbana e giardino e il gusto decorativo che, tra Otto e Novecento, ha lasciato il segno negli interni. Scoprirlo significa avvicinarsi a una Firenze più riservata, fatta di stratificazioni e trasformazioni.
Un palazzo rinascimentale firmato da Bartolomeo Ammannati
Costruito intorno al 1574 per volontà di Ugolino Grifoni, detto l’Altopascio, Palazzo Budini Gattai è oggi attribuito a Bartolomeo Ammannati, architetto e scultore tra i più importanti del Rinascimento fiorentino e allievo di Michelangelo. L’edificio introduce soluzioni innovative rispetto al tradizionale schema dei palazzi cittadini: le due facciate su piazza Santissima Annunziata e su via dei Servi, realizzate in laterizio a vista e pietra, richiamano un gusto di matrice romana, mentre la pianta rompe la consueta chiusura attorno al cortile.
Ammannati apre infatti il cortile verso il giardino retrostante, progettando un portico a cinque arcate che mette in dialogo diretto architettura e spazio verde. Una scelta che anticipa una diversa concezione della residenza urbana, più permeabile e scenografica.

Il cortile e la loggia: un dialogo tra spazio e luce
Il cortile a U, mai completamente ultimato, è uno degli elementi più affascinanti del palazzo. Il porticato a colonne, l’ala murata a est e il lato sud chiuso da vetrate apribili restituiscono un ambiente di grande suggestione, in cui la luce naturale diventa parte integrante dell’architettura. Al primo piano, la facciata interna presenta una raffinata loggia ispirata al motivo della serliana, derivato dai trattati di Sebastiano Serlio, che Ammannati riproporrà anche nel complesso di Santo Spirito.

Il giardino all’italiana, cuore verde del palazzo
Il giardino di Palazzo Budini Gattai rappresenta uno dei rari esempi di giardino storico privato nel centro di Firenze. Nato come complemento essenziale della dimora gentilizia, era originariamente arricchito da un importante apparato scultoreo: statue, fontane e marmi antichi dialogavano con l’architettura in un rigoroso rapporto assiale.
Nel corso dei secoli il giardino ha subito diverse trasformazioni. Nel Settecento, sotto Pietro Grifoni, vengono ridefiniti i muri di confine e rinnovata la fontana; nell’Ottocento, con il passaggio alla famiglia Budini Gattai, l’impianto si fa più romantico, con l’introduzione dell’aiuola circolare, siepi di alloro, azalee, bosso e una grande serra addossata al muro di fondo. Oggi il giardino conserva questa stratificazione, offrendo uno spazio verde di grande fascino, talvolta accessibile in occasione di eventi aperti al pubblico.

Gli interni e le decorazioni Liberty
Accanto alla struttura rinascimentale, il palazzo sorprende per la presenza di eleganti decorazioni Liberty negli interni, frutto degli interventi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Sale affacciate sui giardini, ambienti di rappresentanza e dettagli decorativi raccontano il gusto di un’epoca che ha saputo reinterpretare la dimora storica senza tradirne l’identità. Un patrimonio poco noto, ma di grande interesse per chi ama leggere l’architettura come racconto continuo nel tempo.

Un palazzo da scoprire attraverso eventi e mostre
Oggi Palazzo Budini Gattai è una residenza privata utilizzata come sede per eventi culturali, mostre e manifestazioni temporanee. È proprio in queste occasioni che diventa possibile scoprire, almeno in parte, uno dei palazzi storici meno conosciuti di Firenze. Negli ultimi anni ha ospitato iniziative come Lo schermo dell’arte Film Festival, confermandosi come luogo capace di coniugare storia, architettura e contemporaneità. Un indirizzo da tenere d’occhio per chi desidera conoscere una Firenze più intima e stratificata.
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