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Edward Hopper a Bologna

di Redazione Ville&Casali

Edward Hopper

Tra gli interpreti più innovativi della tradizione realista d’oltreoceano, Edward Hopper è considerato il cantore dell’America rurale contrapposta a quella delle grandi metropoli, brulicanti di umanità. La mostra di Palazzo Fava, a Bologna, fino al 24 luglio, intende ripercorrere la carriera del pittore, attraverso 58 capolavori provenienti dal Whitney Museum di New York. Sei sezioni tematiche e cronologiche guidano il visitatore: dalla formazione accademica agli anni di studio a Parigi, fino ai capolavori degli anni ’30, ’40 e ’50.

Edward Hopper: istantanee di vita

Edward HopperLa mostra dedicata a Edward Hopper analizza l’intero arco temporale della produzione, dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ‘50 e ’60, attraverso più di 60 opere, tra cui celebri capolavori come South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921), Le Bistro or The Wine Shop(1909), Summer Interior (1909), interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) che celebrano la mano di Hopper, superbo disegnatore: un percorso che attraversa la sua produzione e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento. L’esposizione è curata da Barbara Haskell – curatrice di dipinti e sculture del Whitney Museum of American Art – in collaborazione con Luca Beatrice.
Il Whitney Museum ha ospitato varie mostre dell’artista, dalla prima nel 1920 al Whitney Studio Club a quelle memorabili del 1960, 1964 e 1980. Inoltre dal 1968, grazie al lascito della vedova Josephine, il Museo ospita tutta l’eredità dell’artista: oltre 3.000 opere tra dipinti, disegni e incisioni.

Edward HopperUn narratore capace di fermare l’attimo

Per alcuni Hopper è stato un narratore di storie, mentre per altri è stato l’unico che abbia saputo fermare l’attimo – cristallizzato nel tempo – di un panorama, come di una persona. È stato lo stesso Edward Hopper (1882-1967) – il più popolare e noto artisti americano del XX secolo – uomo schivo e taciturno, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara del suo grande studio, a chiarire la sua poetica: “Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”.

Per informazioni: http://www.genusbononiae.it

 

 

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