Il carciofo di Napoleone
Ogni giorno scompaiono molte piante dal nostro pianeta. La FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite contro la fame nel mondo, rivela che il 75 per cento delle risorse genetiche della Terra sono ormai estinte e che un altro terzo della biodiversità del pianeta scomparirà entro il 2050. Nel mondo sono a rischio circa 100 mila varietà vegetali. La maggior parte degli investimenti in agricoltura sono concentrati nella coltivazione del frumento o del riso, ma esistono altre piante che possono nutrire il pianeta. FoodTank, un’organizzazione internazionale no profit, ha compilato una lista di frutti, cereali e vegetali che contribuiscono a sostenere la biodiversità del pianeta.

Un dono da imperatore
Pare che durante la Campagna d’Italia del 1796, dopo una sosta presso la nobile famiglia Maraldi di Perinaldo, appreso che in zona non si conoscevano gli ottimi carciofi violetti coltivati nella vicina Provenza, Napoleone abbia fatto dono di alcune piantine ai Perinaldesi. “Furono i soldati di Napoleone che sposarono alcune donne del luogo”, precisa a Ville&Casali, il sindaco di Perinaldo, Francesco Guglielmi, “a diffondere la produzione”. Il carciofo di Perinaldo proviene da due territori francesi, Valoris (paese in cui ha vissuto Pablo Picasso) e Pegomas. Valoris è gemellata con il comune ligure.
Tenero e senza spine

Alcuni coltivatori locali, riuniti in un consorzio, lo producono in piccole quantità (circa 55/60 mila capolini ogni anno) e lo trasformano, in parte, in sottolî eccellenti. I fiori del carciofo sono conservati in olio extravergine di taggiasca. Un disciplinare di produzione ne regola le modalità di coltivazione e ne garantisce la tracciabilità. Su suggerimento di Luigi Veronelli il carciofo da anni si fregia della DOC comunale. La seconda domenica di maggio si svolge a Perinaldo la “Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell’olio extravergine di oliva taggiasca”: nelle vie del paese si tiene un mercatino del prodotto fresco ed è possibile degustarlo nelle ricette tradizionali locali.
Due ricette particolari
“Sono due le ricette particolari”, spiega Guglielmi. “La prima consiste nello sbollentare il carciofo con poco aceto e vino bianco e aggiungere delle spezie e poi condirlo con olio extravergine. La seconda consiste nel mettere sott’olio il carciofo crudo dopo averlo imbevuto di limone puro e immergerlo in olio extravergine”. Il carciofo di Perinaldo fa parte dei presidi Slow Food. Lo si può acquistare a Perinaldo, ma anche presso Eatitaly a Torino. Oppure rivolgersi alle seguenti ditte: Azienda agricola Il carciofo, tel. 338.3981160 email: doriana.
guglielmi86@gmail.com o Azienda Vittorio Cassini, tel. 0184.223845 email: info.cassini.co.it
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